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Israele: protesta a Tel Aviv contro il piano di annessione

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Protesta a Tel Aviv
Protesta a Tel Aviv   -   Diritti d'autore  Sebastian Scheiner/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Riprendono lo slogan di questi giorni "Palestinian Lives Matter", nel solco della protesta contro le discriminazioni razziali divampata dopo la morte dell'afroamericano George Floyd, le migliaia di israeliani che hanno manifestato a Tel Aviv contro il piano del governo di annettere parti della Cisgiordania, a meno di un mese di distanza da quella che potrebbe profilarsi come una scadenza fondamentale.
In corteo, all'ombra delle bandiere palestinesi e israeliane, i manifestanti hanno detto no all'annessione.

"Ho paura del piano di annessione - dice un manifestante - penso che porterà disordini e persino la guerra, non otterrà nulla. Il piano israeliano o quello americano non c'entrano niente con la pace".
Un'altra israeliana ribadisce: "Vogliamo giustizia per i palestinesi e pace per il popolo, israeliani e palestinesi. In una realtà di apartheid, non può esserci pace per noi e non per loro, e non c'è giustizia".

Appena due settimane fa gli ambasciatori europei a Tel Aviv avevano lanciato un appello per dissuadere Israele dal portare a termine il piano di annessione, pilastro della campagna elettorale di Benjamin Netanyahu, che condivide la carica di primo ministro con l'altro leader al potere, Benny Gantz.
“Consigliamo vivamente Israele di non assumere decisioni unilaterali che possano condurre all’annessione di qualsiasi territorio palestinese: sarebbe contrario al diritto internazionale“, queste le parole di Marc Pecteen, ambasciatore del Belgio, supportate dai rappresentanti di Francia, Germania, Polonia ed Estonia.

Anche i membri europei del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si sono riuniti in videoconferenza e, in un messaggio, hanno esortato il nuovo esecutivo israeliano a rispettare i confini tracciati dopo la guerra del 1967 e a riprendere i negoziati per attuare la cosiddetta “soluzione dei due Stati”, che soddisferebbe le istanze degli israeliani e del popolo palestinese.
Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, ha annunciato che se il piano dovesse essere attuato, l’Anp interromperà qualsiasi cooperazione con Israele.