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I Tories chiedono le dimissioni del super-consigliere, ma Johnson difende Cummings

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file photo, Dominic Cummings, a British political strategist and special adviser to Prime Minister Boris Johnson
file photo, Dominic Cummings, a British political strategist and special adviser to Prime Minister Boris Johnson   -   Diritti d'autore  Alastair Grant/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved
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Il premier britannico Boris Johnson non cede alle pressioni dei Tories e rinnova la fiducia al suo consigliere Dominic Cummings, che avrebbe violato diverse volte le regole sul lockdown.

Il 31 marzo Cummings con moglie e figlia furono visti a Durham. Johnson sostiene che abbia viaggiato dalla casa di Londra, dov'era in quarantena, abbia portato in automobile il figlio contagiato, insieme alla moglie a 400 km di distanza per assicurare "cure appropriate", nelle vicinanze di parenti, violando però la quarantena.

"Ho avuto un faccia a faccia con Dominic Cummings. E ho concluso che nel viaggiare per dare il giusto tipo di assistenza al bambino, nel momento in cui sia lui che la moglie erano debilitati dal Covid-19, e di fronte all'assenza di alternative, penso che abbia seguito l'istinto di ogni padre - ha detto il premier - E non lo condanno per questo. Credo che abbia agito in modo responsabile e legale".

Diversi parlamentari chiedono un'indagine sulla vicenda nei confronti del super-consigliere del premier, temuto più che rispettato. Cummings è definito dalla stampa come un bullo che ha imposto una cultura della paura tra i collaboratori e gli stessi componenti del governo.

Il premier britannico non cede alle pressioni del suo partito e rinnova la fiducia al super-consigliere Dominic Cummings che avrebbe violato diverse volte le regole sul lockdown.