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Chi è Dominic Cummings, il "Rasputin" della Brexit che comanda davvero

Chi è Dominic Cummings, il "Rasputin" della Brexit che comanda davvero
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REUTERS/Hannah McKay
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Il New York Times lo ha definito "il Rasputin" di Boris Johnson. Altri: il terrore di Downing Street. Dominic Cummings si è fatto notare sempre più a Westminster da quando Boris Johnson lo ha nominato consigliere senior nel luglio scorso.

Il video di un cittadino di Leeds che se la prendeva con il premier britannico è diventato virale: "Siete tu e Dominic Cummings che giocate con il Parlamento, giocate con le persone del Regno Unito e tutti i suoi elettori. State solo giocando", le parole del manifestante arrabbiato con BoJo.

I media britannici hanno definito questo signore dall'aspetto dimesso e dalla camicia bianca stropicciata "l'architetto del no-deal". Ken Clarke, veterano della Camera dei Comuni, si è spinto ad affermare che è lui a comandare davvero nel paese. In un'intervista con Channel 4 News, ha aggiunto che è credenza comune che Cummings abbia un'attitudine "belligerante".

"La teoria molto diffusa, a livello quasi universale, a Wesminster, sia dai ministri che dai funzionari è che sia questo Cummings l'uomo davvero a capo del governo"

Chi è l'uomo che davvero tira le fila del governo Johnson?

Cummings, originario di Durham, è figlio del responsabile di progetto di una piattaforma petrolifera e di un'insegnante di sostegno. Si è laureato in Storia Antica e Moderna all'Università di Oxford nel 1994 e ha sposato una redattrice aristocratica del settimanale conservatore _The Spectator. _

L'appellativo di "architetto della Brexit" cela una verità: è stato lui a coniare lo slogan della campagna Leave, "Take back control" (riprendiamoci il controllo, n.d.R.), e quello ormai tristemente famoso sui 350 milioni di sterline settimanali da destinare all'NHS, il servizio sanitario inglese, in caso di uscita dall'Europa. Uno slogan poi rivelatosi falso.

Per descrivere Cummings è stato scomodato anche il poeta TS Eliot:

_Figura senza forma, ombra senza colore,
_

Forza paralizzata, gesto privo di moto.

REUTERS/Henry Nicholls

Lo stratega e consigliere politico, responsabile di Vote Leave, è già stato coinvolto in altre campagne euroscettiche in passato. Cummings è stato infatti direttore del Business for Sterling contro l'entrata del Regno Unito nell'Euro, dal 1999 al 2002.

Non si tratta neanche della sua prima volta al fianco dei conservatori, avendo ricoperto la carica di direttore della strategia per Iain Duncan Smith per 8 mesi, nel 2002; e avendo lavorato con Michael Gove, ex avversario di Johnson, dal 2007 al gennaio 2014.

Nonostante i suoi legami con i Tory, tuttavia, Cummings non è mai stato affiliato ad alcun partito politico.

In un profilo pubblicato da Conservative Home nel 2014, l'autore - Andrew Gimson - lo ha definito "eccezionalmente intelligente, senza però essere eccezionalmente stabile", aggiungendo: Cummings lo sottovalutate a vostro rischio e pericolo.

Gimson ha anche osservato che è raro che un consulente speciale attiri così tanto l'attenzione. E infatti continua ad essere al centro dei riflettori: settimana scorsa alcuni parlamentari hanno chiesto perché gli fosse stato concesso un lasciapassare di sicurezza per il Palazzo di Westminster, nonostante le sue posizioni critiche nei confronti di questa istituzione.

Cummings non ha mai nascosto il suo disprezzo anche per i tecnocrati di governo, i parlamentari di carriera e i funzionari pubblici. Il sistema, ha detto, "aliena le grandi persone" e "concentra il potere nelle mani di un piccolo e crescente numero di persone". Anche la destra euroscettica del Partito conservatore è per lui un "sottoinsieme psicotico e narcisistico". La macchina Westminster è progettata solo per attrarre persone incompetenti che si preoccupano solo del loro status sociale e della loro carriera, piuttosto che individui che vogliono fare la differenza.

Naturalmente, questo disprezzo così mal celato gli ha portato in dote molti nemici: temuto e disprezzato da molti euroscettici in Parlamento, si è ora assicurato una posizione centrale nello scacchiere politico britannico.

Cummings considera l'Unione europea come una morsa in cui il Regno Unito è intrappolato. In sua assenza, il governo finalmente non potrà prendersela con nessun altro e sarà responsabile unico per il ruolo del Regno Unito nel mondo e per quello dei suoi cittadini.

"Per un ragazzo che gravita verso l'alto mentre odia le élite, che non sopporta i carrieristi superficiali, eccolo qui con uno degli uomini più ambiziosi che abbiano mai occupato il numero 10 di Downing Street", si legge in questo profilo. "Vorrebbe essere un elettrone libero, uno status incompatibile con l'esercizio del potere. Il suo rifiuto delle convenzioni e il suo disprezzo per coloro che lo circondano possono essere molto pericolosi o, al contrario, produrre incredibili frutti politici. Una cosa è chiara: si trova nel cuore di questo caos e di questa azione che ama così tanto. Un avvocato ha anche detto umoristicamente che si sarebbe rallegrato in caso di cataclisma: l'unico modo in cui è possibile costringere la gente ad agire. Un suo amico una volta lo ha sentito citare Lenin: "Peggio, è meglio".

Per approfondire: la nostra rivista Flipboard sulla Brexit