ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Fca, le condizioni di Gualtieri: "Sì al prestito solo se i soldi saranno investiti in Italia"

euronews_icons_loading
Fca, le condizioni di Gualtieri: "Sì al prestito solo se i soldi saranno investiti in Italia"
Diritti d'autore  HANDOUT/AFP or licensors
Dimensioni di testo Aa Aa

Sì al prestito da 6,3 miliardi di euro garantito in gran parte dallo Stato a patto che venga usato per pagare investimenti in Italia. E' una delle condizioni poste a Fca dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Il governo, ha detto il ministro, ha chiesto al gruppo automobilistico "impegni aggiuntivi rispetto a quelli esistenti" e detto "no alle delocalizzazioni".

Le parole di Gualtieri sono una prima risposta ai timori espressi dai sindacati, che subito dopo l'annuncio del prestito hanno chiesto che venga vincolato all'impegno di garantire l'occupazione negli stabilimenti italiani.

A livello politico in molti hanno espresso dubbi sull'opportunità di concedere le garanzie pubbliche del decreto liquidità a un gruppo che ha spostato la sua sede legale nei Paesi Bassi e quella fiscale ne Regno Unito. Va sottolineato però che a chiedere il prestito è stata Fca Italy, sussidiaria italiana del gruppo con sede a Torino che continua a pagare le tasse in Italia.

Intanto il titolo di Fca vola a Piazza Affari, dove lunedì ha chiuso con un rialzo superiore all'8%. Una boccata d'ossigeno in un contesto disastroso per il mercato automobilistico: ad aprile, complice il blocco causato dalla pandemia, stando ai dati dell'associazione europea dei produttori Fca ha immatricolato n Europa circa 11mila auto, vale a dire l'88% in meno rispetto ad un anno fa.