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Coronavirus, Il China Daily stravolge l'editoriale a firma dell'ambasciatore Ue a Pechino

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Coronavirus, Il China Daily stravolge l'editoriale a firma dell'ambasciatore Ue a Pechino
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Nuovo imbarazzo diplomatico tra Unione europea e Cina, stavolta riguarda un editoriale scritto dall'ambasciatore europeo a Pechino, Nicolas Chapuis, per il China Daily, in occasione del 45 ° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Unione europea e Cina. Nel testo pubblicato dal quotidiano filogovernativo, manca il riferimento diretto al luogo dove il virus è nato: ovvero la Cina, che invece l'ambasciatore aveva scritto.

In una nota ufficiale la Commissione europea si è dettarammaricataa che "l'editoriale, non sia stato pubblicato integralmente dal China Daily.”

La notizia della pesante modifica al testo originale arriva due settimane dopo che il capo della politica estera europea, Josep Borrel, aveva ammesso di aver ricevuto pressioni da parte di Pechino per addolcire il registro di un rapporto dell'Unione europea sulla disinformazione cinese che prendeva di mira proprio alcuni Stati membri ma non solo.

Ai microfoni di Euronews, Borrell spiega la complessità delle relazioni diplomatiche e la necessità di vedere le sfumature necessarie, anche se ammette di non aver fatto abbastanza e che avrebbe dovuto comunicare in modo più trasparente quel che stava accadendo.

"Penso che quando ci è stato chiesto un chiarimento abbiamo fatto del nostro meglio – ricorda Borrell che si è presentato a riferire anche al Parlamento europeo - ma forse non è stato abbastanza. È del tutto normale, comunque, che le grandi potenze facciano pressione, usando i canali diplomatici.Sopratutto se c'è qualcosa che non le aggrada. Anche noi facciamo la stessa cosa. L'importante, quando si riceve un pressione è reagire e non subirla."

L'Alto rappresentante della politica estera europea ha ripetuto più volte che avrebbe potuto fare di più ma la Cina resta un grande partner commerciale e che non riesce a ridurla ad un semplice nemico storico, come aveva fatto la precedente Commissione.“Resta una componente di rivalità – afferma Borrell - ma la Cina è anche diventata un partner commerciale, un concorrente in campo economico, ci sono molti apsetti da analizzare non si deve fare l'errore di guardare la Cina con un approccio unilaterale, si tratta di una realtà complessa.”

Che ultimamente però comporta non pochi imbarazzi.