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Covid-19, milioni di mascherine in vendita nei supermercati francesi: perché prima non si trovavano?

Covid-19, milioni di mascherine in vendita nei supermercati francesi: perché prima non si trovavano?
Diritti d'autore  Thomas Samson, AFP
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Dopo settimane in cui è stato quasi impossibile trovarne una, da lunedì 4 maggio sono in vendita nei supermercati di tutta Francia milioni di maschere. Ma di fronte alle critiche, le grandi catene si sono dovute difendere dall'accusa di aver accumulato "scorte nascoste" senza averle messe prima a disposizione del pubblico.

Qualche spiegazione.

Prima era toccato alle farmacie; ora in Francia le mascherine protettive possono essere vendute anche nei supermercati. Obiettivo: farsi trovare preparati per la fase di deconfinamento che inizia oltralpe una settimana dopo l'Italia, l'11 maggio.

Milioni di maschere lavabili e usa e getta a disposizione di tutti da un giorno all'altro, in netto contrasto con la fase iniziale della crisi - per la rabbia degli Ordini di alcune professioni sanitarie.

"Come spiegare ai nostri professionisti della salute che non possono essere equipaggiati con le maschere quando annunciamo, con una comunicazione molto rumorosa, cifre sconcertanti di mascherine vendute al pubblico da certi canali di distribuzione", si chiedono in una dichiarazione congiunta gli Ordini di medici, farmacisti, ostetriche, infermiere, chirurghi dentisti, ma anche massaggiatori-fisioterapisti.

"100 milioni qui, 50 milioni là. Chi la spara più grossa? È la guerra delle offerte indecenti", hanno aggiunto. Un comunicato stampa giudicato "oltraggioso e diffamatorio" dalla Federazione del Commercio e della Distribuzione, che ha tra le sue fila la maggior parte delle insegne della grande distribuzione.

Cosa dicono le cifre?

Mentre lo Stato francese prevede di importare 150 milioni di maschere alla settimana a partire da metà maggio, il gruppo Carrefour spiega a Euronews che mette in vendita da questo lunedì "10 milioni di maschere chirurgiche monouso al prezzo d'acquisto costo". In altre parole, "non ci sarà alcun margine di profitto". Il prezzo di vendita è fissato "a meno di 60 centesimi per maschera". "Nessun cliente potrà acquistare più di 2 lotti", ciascuno contenente "5 o 10 maschere".

A partire dall'11 maggio, poi, saranno gradualmente messe in vendita 175 milioni di maschere chirurgiche monouso e più di 50 milioni di maschere in tessuti lavabili e riutilizzabili. Ma questo non significa che tutte le maschere siano già in magazzino, ci è stato detto.

A quando risalgono gli ordini?

Quando sono stati effettuati gli ordini, se per settimane gli operatori sanitari hanno denunciato l'assenza di dispositivi di protezione individuali?

I marchi Intermarché e Netto del gruppo Les Mousquetaires affermano di essersi fatti consegnare 50 milioni di maschere monouso tra il 13 aprile e il 2 maggio.

Da parte sua, Carrefour afferma in un comunicato stampa "che fino al 21 marzo", il marchio "ha consegnato il suo intero stock di maschere al personale sanitario". Ha poi ordinato delle maschere "per garantire la sicurezza dei suoi dipendenti e dei suoi partner in franchising".

Poi, in una terza fase, esattamente "il 24 aprile 2020", indica l'azienda, "il governo ha chiesto a tutti i canali di distribuzione di contribuire all'equipaggiamento della popolazione francese a partire dal 4 maggio", spiega Carrefour. Da qui la mobilitazione e l'ordine "su larga scala" effettuato per far fronte alla richiesta.

Su Twitter, l'amministratore delegato di Système U Dominique Schelcher si difende dall'accusa di aver "nascosto" scorte di mascherine assicurando che gli ordini per le maschere chirurgiche in vendita al pubblico sono stati fatti "dopo il 24 aprile, giorno dell'autorizzazione del governo".

"Non ci sono scorte nascoste"

In un video postato su Youtube, Michel-Edouard Leclerc, Presidente del Gruppo E.Leclerc, ha definito "stupidaggini" le speculazioni su stock nascosti da parte della grande distribuzione.

Se gli ordini sono stati eseguiti a tempo di record, è stato - afferma Leclerc - grazie al rilancio della produzione cinese e all'aumento di capacità nel settore francese. "Sento politici che non capiscono che oggi abbiamo le maschere, mentre un mese fa avevano difficoltà ad attrezzare gli ospedali... ma è stato un mese fa. Da allora, tutto il settore cinese è ripartito, e anche quello francese; è ora iniziano a produrre o producono in grandi quantità. Non dobbiamo fare processi. Non voglio che queste rivalità corporativiste ostacolino la mobilitazione di tutti per dotare i francesi di maschere".