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Gli spagnoli tornano a riversarsi in strada

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Gli spagnoli tornano a riversarsi in strada
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Camminare, correre, andare in bicicletta....dopo quasi 50 giorni. Gli spagnoli tornano all'aria aperta per fare qualcosa di diverso che la spesa al supermercato.

Una donna dice: "Altre nazioni lo hanno già fatto da tempo. Posso solo dire che mi mancava davvero vedere il mare e fare un po' di sport".

Il governo continua a chiedere di mantenere distanze di sicurezza e rispettare gli orari di uscita: uno per famiglie con bambini, uno per lo sport e un altro per anziani e persone vulnerabili.

Un uomo dice: "La prima cosa che ho fatto è stata prendere un po' di sole, camminare e tornare ad apprezzare la libertà. Un po' come quando a scuola vi permettevano di andare nel patio a giocare".

Le regole pero' non sono sempre seguite da tutti e certi cittadini sono scioccati dall'atteggiamento sconsiderati di alcune persone: “ Pensavo che le persone sarebbero state più attenti, ma non lo sono. Dopo tutti gli sforzi che abbiamo fatto credo che il governo dovrebbe di nuovo chiudere tutto perché non siamo pronti".

Molti esercizi commerciali si preparano a riaprire le porte. I parrucchieri possono lavorare su appuntamento. Diversa la situazione per chi ha dei dipendenti perché sono di fronte all'incertezza sul come andrà.

Una parrucchiera afferma: "Possiamo lavorare da soli. Un parrucchiere e un cliente. Non sappiamo come fare con i nostri collaboratori. Ci chiediamo se valga la pena restare aperti".

In ginocchio anche il comparto turistico vista la mancanza di clienti. Il proprietario di una pizzeria dice: "Il nostro esercizio è davanti al mare. Viviamo di turismo. Per noi è un disastro. Dobbiamo avere pazienza e adattarci a quello che verrà".

Per ora è concesso l'asporto, nelle prossime settimane bar e ristoranti dovrebbero essere in grado di riaprire al 30 della loro capacità.

Cristina Giner, Euronews: “La Spagna ha previsto una graduale riapertura in 4 fasi. Il ritorno alla vita normale non è atteso prima della fine di giugno. Con i confini chiusi e con la mobilità ridotta dentro il paese, il settore turistico sarà uno dei più colpiti. Si potranno perdere molti miliardi di euro, quasi il 32% del pil.