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Francia, con gli infermieri sul fronte della pandemia

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Francia, con gli infermieri sul fronte della pandemia
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In Francia gli infermieri assieme ai dottori sono in genere considerati gli eroi di questa pandemia. Ogni sera gli applausi dai balconi sono per loro. Ma come vivono queste persone, da un mese in prima linea nella guerra al coronavirus?

Joëlle Brusset, paziente: "Gli infermieri sono il mio solo contatto con il mondo esterno", dice una paziente che non puo' fare nulla senza aiuto.

Cecile Aime ed altri infermieri sono le persone che rendono più facile la vita di questi pazienti anche se adesso rappresentano un rischio per quelle stesse persone.

La mancannza di dispositivi medici, di protezioni e materiale adatto, aumenta infatti il rischio di infezione sia per il personale medico che per i pazienti, spesso fragilizzati da patologie pregresse.

Cecile Aime, infermiera: "Io non ho paura di ammalarmi, ma ma non vorrei far star male qualcuno dei miei pazienti e contaminarlo, è questa la mia piu' grande paura".

Cecile fa parte di una rete di infermieri che in tutto l'esagono conta 18.000 persone. Si tratta del maggior gruppo di infermeri a domicilio. Unq missione che non sempre queste persne sono riuscite ad espletare.

Guillaume Richard, AD di Ouicare: “Ci sono stati dei casi in cui abbiamo dovuto abbandonare i pazienti perché non c'erano abbastanza tute protettive mascherine. Fra il proteggere i pazienti e il proteggere i miei collaboratori non ho scelta. Devo proteggere i miei collaboratori. Abbiamo informato le autorità deputate egli abbiamo chiesto di fornirci del materiale. Si trattava di aver materiale protettivo oppure di non poter intervenire".

Anelise Borges, Euronews: "La pandemia ha ucciso oltre 220.000 persone in tutto il mondo, afferma la nostra inviata. Fra le vittime molto personale medico che spesso rappresenta l'unica posibilità di sopravvivenza per persone con una qualche disabilità e per i piu' anziani.

Gli infermieri sono fondamentali e in questa malattia sono sulla bocca di tutti per la loro importanza. Resta la domanda se queste persone torneranno ad essere invisibili al termine della pandemia".