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Venezuela, il ritorno dei profughi

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Venezuela, il ritorno dei profughi
Diritti d'autore  Fernando Vergara/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Erano scappati dal Venezuela di Nicolas Maduro, e in tanti erano riusciti ad arrivare nella capitale colombiana, Bogotà. Ora sono costretti di nuovo alla fuga in direzione opposta: il blocco causato dalla pandemia li ha lasciati alla fame, e loro cercano di tornare nel loro paese di provenienza. "Non abbiamo mezzi nemmeno per nutrirci. Arrivano bollette su bollette, e noi non abbiamo da mangiare. Per forza che non possiamo pagare bollette e affitto", dice uno di loro.

Tornano a vedersi gruppi di profughi, pronti a percorrere più di 1000 chilometri di cammino, valicando montagne a 3000 metri di quota con ai piedi i sandali da spiaggia e sperando prima o poi di arrivare a destinazione. Una ragazza con in braccio un bambino: "Lavoravo in una trattoria, ma poi hanno chiuso perché il padrone del locale chiedeva l'affitto anche se eravamo fermi. Come si poteva pagare senza lavorare?"

Un gruppo è in cammino da tre giorni e ha passato la notte in una pompa di benzina. Adesso tornare in Venezuela per loro è la sola cosa possibile. "Lì almeno ho una casa, posso vivere senza pagare affitto, né acqua, né luce, posso avere da mangiare, perché i miei figli lavorano. Qui non ho niente di tutto questo" dice una donna.

Tra i pochi aiuti ai profughi quello di alcuni volontari, come Orlando Beltràn, impegnato con la sua associazione a dare una mano. "Il pericolo principale è quello del coronavirus, perché tra di loro fanno tutto insieme, come una specie di tribu. Cucinano, mangiano, parlano tra di loro da vicino, non si lavano le mani. Per questo il nemico numero uno resta il coronavirus. Ma il problema numero due è il corona-fame. Non hanno da mangiare, sta succedendo qualcosa di terribile".

La marcia forzata continua. Un passaggio in bus costa 30 dollari e nessuno può permetterselo. Héctor Estepa, euronews: Il confine tra Venezuela e Colombia è ufficialmente chiuso ma le autorità stanno permettendo il ritorno dei profughi. Bogotà ha interrotto le relazioni diplomatiche con Caracas dopo che il presidente colombiano Ivan Duque ha riconosciuto l'autoproclamato Juan Guaidò come legittimo presidente del Venezuela".