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Coronavirus: respiratori e protezioni stampati in 3D

Coronavirus: respiratori e protezioni stampati in 3D
Diritti d'autore  screenshot via LTLT
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In Spagna, uno dei paesi al mondo più colpiti dal coronavirus, ormai scarseggiano i respiratori polmonari. Un gruppo di ricerca a Oviedo è impegnato in una corsa contro il tempo per stampare in 3D queste macchine da donare alle strutture sanitarie. I modelli sono in fase di test all'ospedale dell'Università centrale delle Asturie in attesa del via libera. L'iniziativa rientra nel progetto dei ricercatori volontari della rete nazionale Coronavirusmakers.org.

"Siamo riusciti a creare una macchina che può essere replicata ovunque, con attrezzature e materiali elettronici reperibili molto facilmente e accessibili a chiunque", racconta uno degli ingegneri coinvolti.

In Bosnia, all'Università di Zenica, si stampano in 3D protezioni che possano sostituire le mascherine, ormai introvabili da settimane. Si è partiti sabato scorso con cinque macchine attive 24 ore su 24 in un laboratorio, ed ora si stampa anche in altri luoghi, per ridurre al minimo i contatti tra le persone.

Professori e studenti impegnati nel progetto hanno ripreso il modello di una visiera messo gratuitamente a disposizione da una compagnia ceca, e l'hanno riadattato nell'ambito di una collaborazione con l'ospedale di Zenica.

"Qui stampiamo la protezione plastica che viene attaccata alla maschera. Il plexiglass viene tagliato altrove e portato qui per essere adattato alla protezione facciale, poi lo disinfettiamo", spiega Belmin Hinovic, uno degli studenti coinvolti.

Anche in Lituania si lavora senza sosta con le stampanti 3D per creare protezioni che sostituiscano mascherine introvabili. Paulius Briedis, fondatore della Robotikos mokykla school di Vilnius, impegnata in questa missione, racconta: "Stiamo facendo in modo di ridurre a un terzo i costi di produzione. E stiamo continuando a ricevere suggerimenti da ingegneri per renderla ancora più economica".

Al prototipo hanno lavorato ricercatori e medici da diversi paesi del mondo. Il modello è condiviso online perché tecnici, medici e scienziati possano contribuire al suo miglioramento.

Queste sono alcune delle numerose iniziative benefiche in atto in tutta Europa per fronteggiare l'emergenza.