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Coronavirus. Trump: il rimedio è peggio del male

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Coronavirus. Trump: il rimedio è peggio del male
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Svolta di Boris Johnson: stretta per almeno tre settimane

L'Italia, e in misura maggiore la Cina, sembrano pian piano rialzare la testa, ma con ormai oltre 380.000 casi in circa 170 paesi, l'OMS denuncia una pandemia in accelerazione. E mentre i timori per l'economia, a Trump, fanno apparire a le misure come "peggiori del male" anche il Regno Unito si decide a una stretta. Ecco le principali misure annunciate dal premier Boris Johnson per una durata di almeno tre settimane.

  • limitazione dei movimenti a sole ragioni di lavoro, salute, sussistenza ed esercizio fisico;
  • divieto di assembramenti in pubblico di più di due persone, se non appartenenti allo stesso nucleo familiare;
  • chiusura di esercizi commerciali non essenziali.

"Siamo di fronte a un'emergenza nazionale", le parole che hanno segnato la svolta del premier britannico. Come i ristoranti, che restano aperti - ma per le sole consegne -, non chiudono i parchi: distanza di due metri obbligatoria, però, e divieti di assembramenti, che le forze dell'ordine potranno disperdere.

La pandemia accelera, ma Trump frena: "Il rimedio è peggio del male"

Altolà intanto dall'Organizzazione Mondiale della Salute, che mette in guardia da una "pandemia in accelerazione", ma parla di tendenza che può ancora essere invertita. In controtendenza la posizione del presidente Usa Donald Trump, indotto dalle negative proiezioni su disoccupazione e crescita del suo paese a bollare le misure prese contro il Coronavirus a "rimedio peggiore del male".

Il "paziente italiano" migliora ancora. Altolà di Conte sul contagio di ritorno

Prosegue in Italia la frenata di contagi e decessi, in calo - anche se lievemente - per il secondo giorno consecutivo. Incoraggiante anche il dato della Lombardia, dove la flessione riguarda anche i ricoverati. Dal premier Conte, intanto, appello a più rigore nel resto d'Europa: "Il rischio - dice - sarà altrimenti il contagio di ritorno".

Il dettaglio delle cifre nel bollettino della Protezione Civile del 23 marzo 2020

AP Photo/Frank AugsteinFrank Augstein

Paura in Spagna: il virus corre ormai più che in Italia

Si aggrava invece la situazione in Spagna, che lunedì ha registrato la progressione più accentuata dall'inizio della crisi. Con numeri, per un totale di 35.000 contagi e 2.300 morti, in cui gli esperti leggono un'accelerazione più forte che in Italia, sia per ritmo che per estensione geografica.

Germania: accordo dei Länder sulla limitazione delle riunioni in pubblico

Quasi 30.000 casi e poco più di 120 decessi, la Germania approva intanto l'estensione in tutto il paese del divieto alle riunioni pubbliche di oltre due persone. Altolà però da illustri ambienti scientifici che denunciano "misure ancora insufficienti".

AP Photo/Matthias SchraderMatthias Schrader

La situazione nei Paesi del Nord Europa

In Svezia l'esercito sta costruendo un ospedale, all'interno di un grande centro espositivo di Stoccolma, per ospitare un numero crescente di pazienti positivi al Covid-19. Il personale militare scarica attrezzature sufficienti per 70 letti, di cui 30 di terapia intensiva. Nonostante questo, le misure prese nel Paese scandinavo sono abbastanza blande. Le strade della capitale sono tranquille, ma non vuote. Con oltre 2.000 casi e più di 30 morti, sono vietati gli assembramenti di più di 500 persone, mentre scuole elementari e medie rimangono aperte.

Adam IHSE / TT NEWS AGENCY / AFP
Ospedale da campo a Gothenburg, SveziaAdam IHSE / TT NEWS AGENCY / AFP

In Danimarca, dove si contano oltre 1.500 casi e 24 morti, la premier Mette Frederiksen ha deciso di prolungare le misure di confinamento per altre due settimane, fino al 13 aprile. Ha chiesto ai danesi di continuare a evitare i contatti sociali e di non viaggiare. Gli operatori sanitari del Paese hanno avvertito che gli ospedali sono a corto di dispositivi di protezione essenziali, come disinfettanti per le mani, mascherine facciali e visiere protettive. E nonostante le promesse, mancano i tamponi per lo screening.