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Coronavirus e Balcani: il contagio sulla politica

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Coronavirus e Balcani: il contagio sulla politica
Diritti d'autore  AP Photo/Vesselin Borishev
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Elezioni rinviate, tregue in Parlamento e veti presidenziali

Rinvio di elezioni, tregue armate in Parlamento. E poi ancora controversi stop alle misure di contenimento. Nei Balcani e in Europa centro-orientale, il Coronavirus irrompe anche nella vita politica. Tra i casi più eclatanti la parziale retromarcia della Bulgaria sulla legge che decretava lo stato d'emergenza. A imporla il veto presidenziale su alcuni passaggi, giudicati liberticidi e nocivi per l'economia.

AP Photo/Vadim GhirdaVadim Ghirda

Radev come Trump: "Certi rimedi peggio del male"

Nel mirino del Capo di Stato Rumen Radev, in particolare, le norme che sanzionavano con pene fino al carcere la diffusione di fake news sulla pandemia e imponevano il calmieramento dei prezzi di alcuni beni, ai livelli precedenti lo scoppio dell'emergenza sanitaria. "Creerebbero più problemi che soluzioni", la sintesi del presidente bulgaro, poi spalleggiato dal Parlamento nei suoi timori di un bavaglio a libertà d'espressione e mercato.

Il dettaglio di contagi e decessi nel paesi balcanici e dell'Europa centro-orientale negli aggiornamenti in tempo reale della John Hopkins University

Elezioni rinviate e tregua armata in nome dell'unità nazionale

Sulla scia della Serbia, che ha rinviato a data da destinarsi le elezioni previste nelle prossime settimane, anche la Macedonia del Nord ha rimandato il voto anticipato, che era convocato per il dodici aprile. Unanime l'accordo delle forze politiche, che alla crisi del Coronavirus hanno risposto con un fronte comune, al pari della Romania. Un'esigenza che ha qui indotto a congelare il braccio di ferro che da mesi opponeva liberali al governo e socialisti. L'opposizione, che di recente lo aveva già sfiduciato, ha ora rinnovato in bianco l'appoggio al premier Ludovic Orban, in nome dell'unità nazionale.

AP Photo/Darko VojinovicDarko Vojinovic