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Siria: Damasco continua a bombardare i ribelli a Idlib. Ankara risponde, abbattendo un caccia

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Siria: Damasco continua a bombardare i ribelli a Idlib. Ankara risponde, abbattendo un caccia
Diritti d'autore  Omar HAJ KADOUR / AFP
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Proseguono gli attacchi aerei nella provincia di Idlib, nel nord ovest della Siria. Le forze del regime di Bashar al Assad e i loro alleati hanno intensificato i bombardamenti sulle zone controllate dai ribelli e, secondo il Ministero della Difesa turco, un suo soldato è stato ucciso e altri sono rimasti feriti. Devastanti, in particolare, i danni causati nella città di Al-Bara, nella parte meridionale della provincia. Poche ore dopo Ankara - impegnata nell'offensiva "Spring Shield", scudo di primavera - ha rivendicato l'abbattimento di un caccia L-39, appartenente all'aviazione di Damasco e ha annunciato di aver "neutralizzato" altri 327 soldati nemici, portando il totale a circa 3mila.

AP Photo
Soldati turchi feriti domenica nella provincia di Idlib, SiriaAP Photo

L'escalation a Idlib e la crisi migratoria sulla via dei Balcani

L'offensiva nell'ultima roccaforte ribelle nel Paese da parte del governo siriano, spalleggiato da Mosca, dura da più di un mese e ha già provocato decine di vittime, oltre a una nuova crisi umanitaria. Circa un milione di civili siriani sono infatti fuggiti a nord, verso il confine con la Turchia.

Le tensioni a Idlib sono notevolmente aumentate, in seguito all'attacco da parte delle forze di Damasco dello scorso 27 febbraio, nel quale sono morti 33 soldati turchi. Indignato dall'assalto contro le sue forze, Recep Tayyip Erdogan ha quindi aperto i suoi confini con la Grecia a migliaia di migranti e rifugiati, che volevano entrare in Europa. Qui è scoppiato il caos, con le autorità greche cha stanno facendo di tutto per respingere i profughi che tentano di passare la frontiera, via terra e via mare. Si tratta dell'ultimo tentativo di Ankara di fare pressione sull'Unione Europea, perché questa l'aiuti a gestire le conseguenze della disastrosa guerra siriana. Oltre 4 milioni di rifugiati siriani si trovano già nel Paese, che si è detto impreparato ad accoglierne un altro milione. Erdogan ha fatto sapere di aver rifiutato un miliardo di euro di aiuti aggiuntivi, offertigli dall'Unione europea, per bloccare i flussi migratori. L’alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell e il commissario per la gestione delle crisi Janez Lenarcic sono nella capitale turca, per incontri ad alto livello con le autorità locali.

Il Presidente turco spera di poter di negoziare un cessate il fuoco, questo giovedì, quando incontrerà l'omologo russo Vladimir Putin, a Mosca.