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Slovacchia alle urne, in un clima di instabilità politica

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Slovacchia alle urne, in un clima di instabilità politica
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Slovacchia al voto questo sabato, per il rinnovamento dei 150 deputati del Consiglio nazionale. E per la prima volta dopo 12 anni di potere ininterrotto al governo, i socialdemocratici (Smer-Sd) del primo ministro Peter Pellegrini potrebbero uscire dalla maggioranza, lasciando spazio a partiti cosiddetti anti sistema. Come il partito populista "Gente comune e personalità indipendenti" (Olano) e quello di estrema destra "Partito popolare-Nostra Slovacchia" (Lsns), guidato da Marian Kotleba, più volte accusato di neonazismo.

Le elezioni si tengono a due anni dall'omicidio del giornalista investigativo Ján Kuciak, che stava indagando sui legami tra criminalità organizzata e persone vicine a membri del governo. Un assassinio che ha letteralmente sconvolto il Paese e scosso le coscienze, provocando proteste antigovernative, e portando alle dimissioni dell'allora premier Robert Fico.

"Il brutale omicidio di Jan Kuciak ha iniziato una sorta di procedura di purificazione in Slovacchia", spiega ai nostri microfoni il giornalista Zoltan Sido. "Dopo l'assassinio del reporter, abbiamo scoperto che la politica e la mafia lavorano a stretto contatto".

Già nel marzo dello scorso anno, l’insoddisfazione generale nel Paese aveva portato all'elezione della prima donna Presidente della storia, la liberale ed europeista Zuzana Čaputová.