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Consulenze pazze, la Von der Leyen ascoltata dalla Commissione d'inchiesta

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Consulenze pazze, la Von der Leyen ascoltata dalla Commissione d'inchiesta
Diritti d'autore  AP Photo/Jean-Francois Badias   -   Jean-Francois BADIAS
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Il Bundestag, Parlamento federale tedesco, vuole vederci chiaro in merito ai 155 milioni spesi nei primi sei mesi del 2019 in consulenze esterne dal ministero della Difesa, in quel periodo retto da Ursula von der Leyen, attuale Presidente della Commissione europea. Che ha testimoniato, questo giovedì, di fronte alla Commissione d'ichiesta parlamentare per chiarire se era a conoscenza del modo in cui venivano assegnate. I revisori, peraltro, adducono critiche circa l'elusione delle linee guida per gli appalti e la mancata necessità di assoldare persone o ditte esterne.

L'indagine della Commissione parlamentare va avanti da un anno ormai ed ha già visto l'audizione di numerosi testimoni: tra questi, l'ex Segretario di Stato, Katrin Suder, nominata dalla von der Leyen nel 2014 e Direttrice di una delle società coinvolte.

Ursula von der Leyen ha ammesso alcuni errori, affermando tuttavia di aver appreso dei contratti "discutibili" solo attraverso le relazioni della Corte dei Conti nell'estate del 2018.

Molte le critiche verso la Presidente della Commissione europea, anche in relazione alla cancellazione di dati sui suoi vecchi cellulari di servizio, richiesti dalla Commissione d'inchiesta.

APJean-Francois BADIAS

Ursula Von der Leyen è entrata nel Bundestag, da una porta posteriore, e nell'aula dove si è tenuta l'audizione non sono stati ammessi né giornalisti né telecamere.

Per Mattias Hohn, il parlamentare del partito di estrema sinistra, Linke, che con un'interrogazione ha sollevato lo scandalo, sembra chiaro che"siano saltate tutte le regole su come questi consulenti venivano scelti e usati. Il risultato è le conoscenze personali hanno influenzato le decisioni".

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Matthias Hoehnfoto euronews