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Idlib: nuovi scontri tra le forze turche e siriane, da dicembre quasi 700mila sfollati

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Un carrarmato dell'esercito turco nei pressi di Idlib
Un carrarmato dell'esercito turco nei pressi di Idlib   -   Diritti d'autore  Aref TAMMAWI / AFP
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Proseguono senza sosta i bombardamenti dell'esercito siriano contro le ultime sacche di resistenza nella zona di Idlib. Questo martedì i ribelli hanno abbattuto un elicottero delle forze di Bashar al Assad, uccidendo i membri dell'equipaggio.

La zona è segnata anche dagli scontri tra forze turche e siriane. Ankara ha annunciato di avere ucciso altri 51 soldati siriani nell'operazione militare avviata lunedì in risposta al fuoco d'artiglieria governativo, che aveva ucciso 5 soldati turchi.

"Il regime siriano ha subito gravi perdite a Idlib", ha detto Erdogan, aggiungendo poi che l'operazione contro le forze di Assad non è ancora terminata. "Più attaccheranno i nostri soldati più alto sarà il prezzo da pagare", ha sottolineato il presidente turco.

Per il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu "i garanti del regime siriano, vale a dire la Russia e l'Iran, devono mettere fine agli attacchi del regime".

Stando all'Osservatorio nazionale siriano per i diritti umani sono almeno dodici i civili uccisi a Idlib nell'ultimo bombardamente aereo del regime siriano. Tra le vittime anche diversi minori e bambini. Secondo fonti vicine ad Ankara altre 27 mila persone si sono unite negli ultimi 4 giorni ai convogli di sfollati diretti verso nord e ovest.

Stando all'Onu in totale sono quasi 700mila i profughi fuggiti da Idlib da quando lo scorso dicembre è cominciata l'offensiva russo-siriana.