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Coronavirus: cosa cambia ora che l'OMS ha dichiarato l'emergenza globale

Coronavirus: cosa cambia ora che l'OMS ha dichiarato l'emergenza globale
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L'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) ha decretato l'emergenza globale di salute pubblica per il nuovo coronavirus che si è diffuso dalla Cina in oltre una dozzina di paesi. Si tratta della sesta volta che succede nella storia.

L'annuncio è arrivato giovedì, dopo che il numero di casi è più che decuplicato in una settimana. I casi confermati in Cina sono 9.692, i decessi 213 - 43 recenti: un tasso di letalità di poco superiore al 2%, cioè simile a quello dell'influenza spagnola.

A titolo di confronto, il Ministero della Salute spagnolo ha specificato i tassi di mortalità di altre infezioni:

  • SARS: 12%
  • MERS: 30%
  • Influenza H5N1: 30%
  • Casi di influenza stagionale grave: 5%/ 10%
  • Tasso totale di influenza, circa 0,03%
  • Meningite: 15%.

L'OMS definisce un'emergenza internazionale come un ''evento straordinario'' che costituisce un rischio per altri Paesi e richiede una risposta internazionale coordinata. Ma cosa cambierà concretamente la dichiarazione? Per scoprirlo, Euronews ha parlato con esperti medici e legali.

Il principale obiettivo, in breve, è spronare politicamente la mobilizzazione di risorse per bloccare la trasmissione del virus, riconoscendo che è necessaria un'azione globale coordinata.

Meccanismi di allarme

Devi Sridhar, professore di sanità pubblica globale all'Università di Edimburgo, indica a Euronews che la mossa dell'OMS è "abbastanza importante per una serie di ragioni". Innanzitutto aiuterà i governi a migliorare i meccanismi di allarme, ha detto l'esperto.

Per esempio, nel Regno Unito, dopo l'uscita dell'OMS, le autorità hanno aumentato il livello di rischio da basso a moderato. L'annuncio impone inoltre ai paesi maggiori obblighi di notifica delle malattie.

Risorse

Non solo: dichiarazione di emergenza sanitaria globale vuol dire più risorse. "La mia speranza è che contribuisca a far aumentare i fondi destinati ai Paesi poveri", aggiunge Sridhar. La Cina, a questo proposito, non è la preoccupazione principale, osserva il capo dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. "La ragione principale non è tanto quanto sta accadendo in Cina, ma in altri paesi". L'organizzazione è preoccupata che il virus si diffonda in paesi con sistemi sanitari più deboli, che non sono pronti ad affrontare un'epidemia.

La Bill and Melinda Gates Foundation ha già offerto 10 milioni di dollari (9 milioni di euro) in aiuti per combattere l'epidemia di coronavirus: non solo in Cina, ma anche in Africa. La questione ora riguarda tutta i donatori istituzionali, come la Banca Mondiale e le nazioni occidentali: metteranno a disposizione anche loro delle risorse finanziarie?

Commercio e viaggi

Una dichiarazione di emergenza globale può indurre i governi più preoccupati i a limitare i viaggi e gli scambi commerciali coi paesi colpiti. Tedros indica come l'OMS non raccomanda di limitare i viaggi e il commercio da e verso la Cina - sulla scia delle numerose compagnie aeree che hanno cancellato i voli per la Cina, e dopo la decisione di multinazionali come Starbucks e McDonald's, che hanno temporaneamente chiuso centinaia di negozi, "Non c'è motivo di adottare misure che interferiscano con i viaggi e il commercio internazionale".

In uno scambio scritto con Euronews, Mark Eccleston-Turner, docente di diritto internazionale alla Keele University, ha detto di ritenere fondamentale che gli Stati "non impongano alcuna restrizione non necessaria e potenzialmente illegale al commercio e ai viaggi nelle aree interessata".

``"Si tratterebbe potenzialmente di una violazione del diritto internazionale e servirebbe solo a minare il Regolamento sanitario internazionale, diventando quindi controproducente per la risposta globale. Abbiamo bisogno di fatti, non di timori". Eccleston-Turner sottolinea come sia essenziale contrastare il sensazionalismo e le notizie false con la scienza.

Centers for Disease Control and Prevention via AP

Volontà politica

In definitiva, gli esperti notano come le raccomandazioni dell'OMS non siano vincolanti e la loro efficacia dipende in larga misura dalla volontà politica dei Paesi. "Dichiarare un'emergenza sanitaria globale può fungere da richiamo per galvanizzare il sostegno politico e finanziario ad alto livello, ma tutto dipende dalla volontà politica", ritiene Eccleston-Turner.

"Sarà cruciale, ora, vedere il modo in cui i governi e le agenzie di aiuto risponderanno a questa dichiarazione. L'OMS ha bisogno di avere gli strumenti per tenere sotto controllo questa epidemia. Comporterà certamente un grande aumento dell'assistenza finanziaria da parte degli Stati membri, così come la collaborazione con altre agenzie delle Nazioni Unite", indica detto l'esperto legale.

Ma l'esperienza dimostra che i paesi possono a volte ignorare le indicazioni dell'OMS, anche nel caso di un'emergenza sanitaria globale. Durante l'epidemia di ebola nel 2014, ad esempio, molti Paesi hanno imposto restrizioni di viaggio anche se l'organismo sanitario dell'ONU raccomandava il contrario.

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