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Il presidente serbo Vučić stanco di sentire lezioncine sui legami con la Russia e la Cina

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Il presidente serbo Vučić stanco di sentire lezioncine sui legami con la Russia e la Cina
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Il presidente serbo Aleksandar Vučić è stanco di ricevere lezioncine dagli altri leader europei circa i suoi rapporti con la Russia la Cina: Belgrado, ha ribadito che continua a puntare all'ingresso nell'Unione Europea nonostante gli ostruzionismi da parte di altri Stati.

Intervistato da Euronews al forum di Davos, Vučić - uomo di destra al potere dal 2017 in Serbia - ha ribadito che il suo paese crede ancora all'adesione comunitaria nonostante un generale sentimento di disillusione verso Bruxelles.

"La Serbia non ne è molto entusiasta, ma è ancora impegnata nel percorso europeo perché non vediamo una vera alternativa", ha detto alla giornalista Isabelle Kumar. "Abbiamo intrapreso questo cammino 20 anni fa. A parte la Turchia, non penso esista un solo Paese che abbia aspettato così tanti anni".

Vučić ha negato che la ragione per questo stallo sia da ritrovarsi in quella lentezza nel processo di normalizzazione delle relazioni con il Kosovo, contro il quale la Serbia ha combattuto una guerra vent'anni fa, accusando piuttosto la mancanza di incentivi messa sul piatto dalla Ue e dagli alleati occidentali.

"È soprattutto a causa del rapporto Belgrado-Pristina", ha detto Vučić. "Ma allo stesso tempo parlo del problema - lo faccio anche oggi- non solo con i funzionari europei, ma anche con [il Segretario di Stato americano] Mike Pompeo. Ho chiesto loro: in caso di accordo con Pristina, se dovessimo trovare un compromesso, sarà sufficiente per entrare nell'Unione Europea? E nessuno nella UE - ma anche nessun americano, dato che collaborano strettamente - ha potuto confermarmelo".

"Significa che dobbiamo aspettare una decisione conclusiva da parte dell'Unione europea", ha aggiunto, "sia che vogliano sia che non vogliano vedere la Serbia parte del blocco".

Il leader serbo ha affermato di non essere certo al "settimo cielo" per lo stato delle relazioni con Bruxelles; ciononostante, si è detto "profondamente grato" alla Ue per l'aiuto dato in occasione delle grandi inondazioni che hanno colpito il paese nel 2014.

Vučić ha espresso rabbia quando gli è stato domandato se, posto di fronte una scelta, avrebbe optato per Mosca o per la Ue: i media occidentali hanno "un problema" nel capire che i legami di Belgrado con la Russia sono "beneficio per il popolo serbo e per il nostro Paese", le sue parole.

Fatevi gli affari vostri

La polizia serba ha ricevuto recentemente rinforzi da Beijing per far fronte ad un numero crescente di turisti e lavoratori cinesi.

"Dico sempre a Putin - e non lo nascondo, come molti altri politici dell'Unione Europea che quando vedono Putin si dimenticano da dove vengono - gli dico che siamo sulla strada verso l'adesione alla Ue, e che questo è il nostro obiettivo strategico", ha aggiunto Vučić. "Ma questo non significa che, anche quando diventeremo uno Stato membro, interromperemo tutti i nostri legami con la Russia, la Cina e tutti gli altri".

"A dire la verità, sono stufo di sentirmi fare la predica per la nostra cooperazione con la Cina e la Russia, quando poi vedo tutti gli altri incontrare Xi Jinping e Putin ancor più spesso di me. Fate il vostro lavoro. Siete Stati sovrani. La Serbia è uno Stato sovrano. Tutti facciamo quanto è meglio per il nostro popolo e per il nostro Paese".

Crescita economica serba

La Serbia non prenderà "false" decisioni per compiacere la Ue o Mosca, ha concluso Vučić. "Non sappiamo se faremo parte dell'Unione Europea entro tre, cinque o sette anni. Manterremo tutti i nostri legami per il bene di tutte le persone, questa è la nostra politica". Il presidente serbo ha indicato che la crescita economica è stata la più forte dei Balcani occidentali, con un +4,5% l'anno scorso e +4,1% quest'anno. "Stiamo andando nella giusta direzione", il suo commento.

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