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Che ruolo avrà il nuovo premier Russo Mikhail Mishustin

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Diritti d'autore MTI/EPA/Jurij Kocsetkov
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Di Sergio Cantone
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Che ruolo avrà il nuovo premier Russo Mikhail Mishustin

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Zero no dalla Duma per Mikhail Mishustin premier. Vladimir Putin ringrazia la benevolenza di 383 deputati che lo votano. Il sostituto di Medvedev era candidato dal Capo del Cremlino. Una proposta che non si può rifiutare, a quanto pare. Mishutin potrebbe diventare il perno della riforma costituzionale messa in cantiere da Vladimir Putin. 

Le modifiche dell'architettura della Federazione russa prevedono di conferire più poteri alla Duma (l'assemblea parlamentare) e al capo dell'esecutivo.

All'apparenza quindi si tratta di un decentramento che dovrebbe rendere il grande paese mento presidenziale.  

Ma in un colpo solo Putin interrompe la staffetta ventennale tra lui e Dimitrj Medvedev, che si sono laternati nei rispttivi ruili di presidente e premier, per aggirare i limito costituzionali sul numero dei mandati per fare il capo dello stato. 

L'ex premier occuperà un ruolo di seconda fila nel cosniglio di sicurezza, all'ombra di Putin. 

La riforma dovrebbe essere pronta per il 2024, anno in cui l'attuale capo del Cremlino terminerà il suo quinquennio. 

E poi? 

È inevitabile farsi domande sul futuro di Vladimir Putin. E molti osservatori prevedono per lui un ruolo semi-istituzionale da grande burattinaio della federazione. Senza un ruolo apparente dalle grandi prerogative istituzionali, ma in grado di garantirgli forti spazi di manovra nelle pieghe del potere oligarchico. 

Ecco perché è prevista l'istituzione dl Consiglio di stato, luogo ideale per controllare, tra tecnicismi e grande politica, lo stato profondo russo. Un po' quello che faceva ai suoi esordi politici, quando, subito dopo il collasso dell'Urss, lavorava a San Pietroburgo, con il suo mentore Anatolij Sobchak.    

È il luogo ideale per un pensionamento superattivo, alla Deng Xiao Ping.

La scelta di Mishistin come primo ministro può a questo punto avere una triplice funzione. La prima è da cercare nella funzione da cui proviene: il fisco. Significa avere una conascenza sulla provenienza delle risorse necessarie per garantire la stabilità al paese. Il grande successo di Putin, oggi minato anche dalel ingenti spese militari. La seconda funzione è quella di un uomo che conosce tutte le dichiarazioni delle tasse del paese. Una posizione comoda per esercitare pressioni su alcuni personaggi vicini al potere, ma dalla lealtà pericolante. E la terza è che potrebbe addiritura aspirare a un ruolo di delfino. Vince chi conosce i segreti e i peccati altrui. E quelli fiscali sono spesso imbarazzanti.

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