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Omicidio Khashoggi: cinque persone condannate a morte in Arabia Saudita

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Omicidio Khashoggi: cinque persone condannate a morte in Arabia Saudita
Diritti d'autore  AP Photo/Hasan Jamali, File-Hasan Jamali   -   Hasan Jamali
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In Arabia Saudita cinque persone sono state condannate a morte per l'omicidio di Jamal Khashoggi, il giornalista ucciso nell'ottobre del 2018 nella sede del consolato saudita a Istanbul.

Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa il procuratore generale dell'Arabia Saudita, Saud al-Mu'gab. Pene detentive per altre tre persone coinvolte nell'omicidio.

Assolto Saud al-Qahtani, ex consigliere del principe ereditario Mohamed bin Salman. Le indagini non hanno provato il suo coinvolgimento nell'omicidio. Al-Qahtani, tuttavia, è stato sanzionato dagli Stati Uniti per il suo presunto ruolo nell'operazione.

Assoluzione anche per Mohammed al-Otaibi, console generale saudita a Istanbul all'epoca. Secondo la televisione di Stato al-Otaibi è stato rilasciato dopo l'annuncio dei verdetti.

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Il processo si è svolto in quasi totale segretezza, anche se alcuni diplomatici e membri della famiglia di Khashoggi hanno potuto assistere alle sedute. In totale sono 11 le persone processate per l'omicidio del giornalista.

I verdetti sono stati letti da Shaalan al-Shaalan, un portavoce dell'ufficio del procuratore generale, e trasmessi dalla televisione di Stato. Non sono stati fatti i nomi delle persone giudicate colpevoli.

L'ufficio del procuratore generale ha fatto sapere che sta esaminando i verdetti, emessi dal tribunale penale di Riad, per valutare se ricorrere in appello.

Il 2 ottobre 2018 Khashoggi si era recato nella sede del consolato saudita a Istanbul per raccogliere i documenti che gli avrebbero permesso di sposare la sua fidanzata turca, Hatice Cengiz, che lo attendeva fuori.

Il giornalista non uscì mai dal consolato. Il suo corpo non è mai stato trovato. Agnes Callamard, relatrice speciale dell'Onu, autrice di un'inchiesta sull'uccisione di Khashoggi, ha poi detto che la ricerca della giustizia non deve essere lasciata al sistema giudiziario saudita, che è "così vulnerabile alle interferenze politiche".

Il presidente Donald Trump ha condannato l'uccisione e la sua amministrazione ha sanzionato 17 sauditi sospettati di essere coinvolti, anche se non il principe ereditario.

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