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Impeachment: la guerra di parole tra Repubblicani e Dem

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Impeachment: la guerra di parole tra Repubblicani e Dem
Diritti d'autore  APTN
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Ci hanno impiegato otto ore, tanto è durato il dibattito alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, per rovinare il Natale a Donald Trump. A Pennsylvania Avenue le feste e l'opposizione dem hanno portato al presidente degli Stati Uniti la messa in stato d'accusa per abuso di potere e ostruzione ai lavori del Congresso nell'ambito del controverso Ucraina Gate.

"Ieri sera, i Democratici hanno finalmente fatto quello che avevano deciso di fare molto tempo fa - ha commentato il senatore repubblicano, leader della maggioranza del Senato degli Stati Uniti d'America, Mitch McConnell - hanno votato per incriminare il presidente Trump. Nelle ultime dodici settimane i Democratici alla Camera hanno condotto l'inchiesta di impeachment più affrettata, meno approfondita e più ingiusta della storia moderna".

A gennaio la pratica passa al Senato dove i numeri dei Conservatori fanno pensare che la poltrona del presidente non sia così traballante. Nel frattempo, la battaglia si consuma a distanza. Alle parole di McConnell ha risposto la speaker dem della Camera, Nancy Pelosi : "I nostri padri fondatori, quando hanno scritto la Costituzione,sospettavano che potesse esserci un presidente disonesto. Non credo che - ha detto - sospettassero potessimo avere allo stesso tempo un leader disonesto al Senato".

I leader della Camera Alta hanno comunicato il calendario dei lavori: il procedimento non avrà inizio prima del 6 gennaio. Per arrivare a un verdetto di colpevolezza è richiesto un quorum di due terzi dei voti e attualmente i Repubblicani detengono la maggioranza in Senato con uno scarto di oltre 50 seggi.