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Secondo gli ambientalisti la COP25 di Madrid si può già definire un fallimento

Secondo gli ambientalisti la COP25 di Madrid si può già definire un fallimento
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Di Marta Rodriguez Martinez
Pubblicato il
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E mancano ancora tre giorni alla fine, pensate un po'. Tra gli invitati alla conferenza sono presenti alcuni grandi sponsor aziendali, noti per il loro limitato impegno ambientale, e questo secondo Greta e compagni è un problema.

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Ad appena una settimana dall'inizio della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, e pochi giorni prima della sua chiusura ufficiale, gli attivisti di Fridays for Future presenti a Madrid tracciano già un primo bilancio della Cop 25, e lo fanno senza mezzi termini: è un "fallimento".

"Crediamo che non ci siano aspettative e che l'applicazione dell'articolo 6 (degli accordi di Parigi) non raggiungerà alcun consenso", le parole di Tomás Castillo, portavoce del movimento ispirato dagli scioperi scolastici per protestare contro il cambiamento climatico avviati dall'adolescente svedese Greta Thurnberg nel 2018.

Gli attivisti hanno convocato una riunione plenaria per venerdì prossimo. Ma su quali basi tracciano già questo bilancio negativo?

Le loro parole sono state pronunciate durante il contro-vertice; tuttavia, una parte di loro  agisce all'interno del perimetro ufficiale della Cop 25 e testimonia in prima persona lo stato dei negoziati tra le più alte sfere della diplomazia del clima.

"In questo momento, la sensazione che abbiamo all'interno della Cop è che le trattative siano molto lente rispetto alla situazione di emergenza che stiamo vivendo. Questo ci fa sospettare che non ci sarà un vero accordo o che assisteremo a ritardi nell'applicazione di alcune parti dell'accordo di Parigi", spiega José Ferreras, che è stato per diversi giorni nella 'Zona Blu', o zona ufficiale, del vertice.

Ferreras ritiene che manchi l'ambizione per progredire concretamente sulle misure per frenare il cambiamento climatico.

Aggiunge che tra gli invitati alla conferenza sono presenti alcuni grandi sponsor aziendali, noti per il loro limitato impegno ambientale: la qual cosa fa sospettare gli attivisti che la distanza tra parole e fatti sia incolmabile. "Se vuoi risolvere la questione del cambiamento climatico, non puoi negoziare con le stesse persone che stanno distruggendo il pianeta".

"È passata una settimana e abbiamo visto che non viene raggiunto alcun consenso. I presenti non si assumono le responsabilità che dovrebbero assumersi: è per questo che siamo qui a protestare", spiega ad Euronews Ainhara Garcia, anch'essa appartenente a Youth for Climate. "Dobbiamo denunciare l'irresponsabilità dei leader politici".

Alla domanda su che tipo di misure concrete vorrebbero vedere alla Cop 25, tutti ripetono la parola "ambizione". 

Mentre si preparano a fare ritorno nella zona negoziale - la conferenza si conclude venerdì 13 - gli attivisti confessano che per loro il primo segnale che i negoziati non stiano andando nella giusta direzione è l'atteggiamento che si parcepisce nei corridoi. Se gli attivisti hanno davvero paura delle conseguenze della crisi climatica, chi dovrebbe mettere a punto piani ambiziosi - concludono - non sembra condividere lo stesso loro sentimento di urgenza.

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