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Il giovedì di passione della Francia, in sciopero contro la riforma delle pensioni

Il giovedì di passione della Francia, in sciopero contro la riforma delle pensioni
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REUTERS/Charles Platiau
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Giovedì i primi incidenti sono scoppiati poco prima delle 16:00 a Parigi in occasione delle manifestazioni che in una settantina di città francesi hanno come bersaglio maggiore la molto controversa riforma delle pensioni. Nella capitale hanno sfilato in decine di migliaia. I sindacati hanno parlato di un milione e mezzo di persone in tutta la Francia con grandi concentramenti a Marsiglia, Nantes, Lione, Bordeaux e non solo.

Il corredo dei tafferugli

Nella capitale i tafferugli hanno portato a un centinaio di arresti in un contesto da guerriglia urbana che ha ricordato gli scontri con i gillet gialli. Questa volta però la composizione dei manifestanti si è presantata ancora più eterogenea: studenti, pensionati, insegnanti, lavoratori di tanti settori produttivi. È grande il malcontento in Francia e le riforme dell'esecutivo guidato da Edouard Philippe non convincono anche se il premier ha promesso di illustrare la prossima settimana le grandi linee della riforma delle pensioni. Lo sciopero potrebbe articolarsi anche nei prossimi giorni.

L'articolazione dello sciopero generale

Aerei, treni, trasporti urbani, e ancora ospedali, scuole pubbliche, raccolta dei rifiuti: lo sciopero generale indetto dai sindacati ha in effetti paralizzato la Francia. Sono stati oltre 250 i cortei che hanno attraversato le città in questo "giovedì nero" dei trasporti e dei servizi.

Nella sola Parigi - dove il ministro degli interni Cristophe Castaner temeva la presenza di Black Block e 'gialli radicalizzati' - sono stati schierati 6mila agenti a guardia della manifestazione, ma cortei imponenti si sono visti dal sud del paese alla Bretagna.

Paralisi

Se i trasporti urbani hanno proceduto a singhiozzo, le Ferrovie dello stato (Sncf) sono letteralmente in ginocchio: a incrociare le braccia sono stati l'86 per cento dei conducenti e quasi il 75 dei controllori.

Nove treni su 10cancellati

Il timore è che gli scioperi possano procedere a oltranza anche nei prossimi giorni, qualcuno teme fino a Natale come già accaduto nel '95, quando il paese rimase bloccato per tre settimane, con 2 milioni di lavoratori in piazza e un mesto dietro-front da parte del governo, con successive dimissioni dell'allora premier Alain Juppé e scioglimento del Parlamento.

Scuole, uffici, raffinerie

A restare chiuse sono state ben 8 raffinerie petrolifere su 9 presenti in Francia, un dato che, se dovesse ripetersi, potrebbe avere conseguenze disastrose. Tre dei quattro sindacati che rappresentano i 140mila del settore gas e elettricità aderiscono allo sciopero.

Due scuole su dieci rimarranno chiuse; così come diversi uffici postali.

La protesta delle categorie

Non sono solo i lavoratori del settore pubblico a contestare una riforma che prevede di uniformare gli attuali 42 regimi presenti. Il consiglio nazionale degli avvocati ha dichiarato per oggi una giornata di "giustizia morta", per difendere il suo regime autonomo. La stessa richiesta del personale di polizia, che si ferma fino alle 15.

Partecipano anche i lavoratori automotive

Protestano anche i lavoratori dell'automotive, in particolare alla Renault e del settore energetico, incluse le raffinerie. Tre dei quattro sindacati che rappresentano i 140mila del settore gas e elettricità aderiscono allo sciopero.

Garantita invece l'attività degli ospedali, che hanno in programma una giornata di mobilitazione specifica il 17 dicembre.

Campo minato

Sulle pensioni il governo Macron si gioca molta della sua credibilità.

La riforma prevede un innalzamento dell'età pensionabile da 62 a 64 anni. Ma è contestata dai sindacati e da parte della popolazione. Secondo un sondaggio promosso da Harris Interactive, Rtl et Aef Info, sette francesi su dieci sostengono la protesta.

Il tweet della Confédération générale du travail
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