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Post terremoto: le falle dell'edilizia albanese

Post terremoto: le falle dell'edilizia albanese
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REUTERS/Florion Goga
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Criminalità, abusi edilizi, ed edifici costruiti senza alcun controllo. Il terremoto in Albania ha messo in evidenza un aspetto paradossale. Mentre si contano i danni, che sono ingenti, emerge che le strutture che sono crollate sono quelle più recenti che non soddisfano i requisiti antisismici. Le strutture e le vecchie case, quelle costruite negli anni '70 e '80, hanno retto. Alcune hanno delle crepe, ma non sono inaginbili. Alla fine hanno resistito alle violenti scosse. Secondo il racconto di operai e soccorrittori "nell'era comunista le ispezioni erano molto più rigorose rispetto ai tempi della democrazia". Mentre ora tutto è cambiato.

Jorgaq Stasi, un ingegnere civile ci spiega che Durazzo, e tutta la costa, è un'area soggetta a terremoti, anche molto violenti. Qui gli edifici non devono essere costruiti su quattro o cinque piani".

Stando ai racconti di molti albanesi, l’importante è risparmiare denaro e chi ha soldi costruisce hotel, ville, spesso senza permessi e regole. Intanto sale ancora il numero delle vittime, ormai quasi una cinquantina, mentre proseguono senza sosta le ricerche di sopravvisutti e le operazioni di soccorso. La sfida principale ora, per il governo albanese è dare un tetto agli oltre 2000 sfollati. E poi pensare alla ricostruzione. Partendo da una regolamentazione del settore edile.

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