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Quim Torra in tribunale: "Ho disobbedito per difendere i catalani"

Quim Torra in tribunale: "Ho disobbedito per difendere i catalani"
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Un ordine infranto ma solo perché "illegale". Così il presidente catalano Quim Torra si è difeso al tribunale di Barcellona, nel nuovo capitolo della battaglia giudiziaria tra indipendentisti e governo spagnolo. Torra è accusato di disobbedienza per non aver rimosso i simboli indipendentisti dai palazzi di governo della Catalogna durante le campagne elettorali del 2019, anche a fronte di specifica richiesta.

"Non ho eseguito gli ordini - ha ammesso in aula - In altre parole sì, ho disobbedito, ma era impossibile uniformarsi a un ordine illegale, dettato da un'istituzione che non ha competenza su questo. Insisto su due aspetti: il comitato elettorale centrale, che ha dato l'ordine, non è gerarchicamente superiore al governo catalano e, secondo, la Generalitat catalana non partecipa al processo elettorale".

Durante l'udienza a Barcellona si sono svolte manfestazioni di solidarietà da parte degli indipendentisti. Sotto accusa, la decisione di Torra di lasciare sugli edifici pubblici la bandiera regionale e i nastri gialli, che rappresentano la lotta indipendentista, fatti togliere solo quando l'intervento della polizia sembrava inevitabile.

Ma per il presidente sono segni di solidarietà nei confronti dei leader separatisti che stanno scontando condanne dure, per un totale di 100 anni, dopo il referendum del 2017.

Quim Torra rischia invece la sospensione del suo incarico per 20 mesi. Ma se dovesse fare ricorso alla Corte Suprema e perderlo, perderà del tutto la Presidenza.

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