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I 500 anni di Cuba, tra storia e speranze per il futuro

I 500 anni di Cuba, tra storia e speranze per il futuro
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REUTERS/Alexandre Meneghini
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Cuba ha festeggiato sabato i 500 anni dalla sua fondazione, con un grandioso spettacolo pirotecnico, musica e danze sul Malecón, il lungomare dell'Avana, dominato dalla fortezza settecentesca del Morro.

Proprio questo lembo di strada, lungo otto chilometri, ha testimoniato momenti significativi nella storia del Paese. L'ultimo, il corteo funebre di Fidel Castro nell'autunnno del 2016, fra due ali di folla, in un'atmosfera di commozione del tutto diversa da quella vissuta ieri.

MIgliaia di cubani hanno ammirato i fuochi d'artificio, dopo essersi raccolti a La Templete, dove si trova l'albero della città, la Ceiba, considerata simbolo di benessere e longevità. Camminare intorno alla pianta, sfiorandone il tronco con le dita, è considerato un gesto propiziatorio per l'anno a venire.

Un futuro incerto

L'uscita di scena del líder máximo, ormai tre anni fa, e il passaggio della presidenza da Raul Castro a Miguel Díaz-Canel, un ingegnere nato un anno dopo la rivoluzione, nel 1960, avevano fatto pensare a un graduale disgelo con gli Stati Uniti.

Che il clima fosse cambiato lo aveva testomoniato Barack Obama, il primo presidente americano a mettere piede sul suolo cubano, dopo 88 anni, nel mese di marzo 2016. "Un passo per rendere irreversibile il riavvicinamento tra i due Paesi", aveva detto. I fatti hanno dimostrato il contrario.

Un presente di stagnazione

L'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca ha portato a un drastico cambio di rotta nei confronti dell'isola. Le sanzioni, alleviate dal suo predecessore, sono state inasprite dall'attuale amministrazione americana. Oggi per le agenzie di viaggio americane è vietato organizzare tour a Cuba; le navi da crociera a stelle e strisce non possono attraccare, privando il Paese dei suoi introiti principali, legati al turismo dei grandi numeri (nel 2018 circa 600 mila americani sono andati in vacanza a Cuba). I trasferimenti di denaro concessi ai cubani-americani sono stati limitati a 1000 dollari ogni tre mesi.

Misure che hanno constribuito a spingere Cuba nella stagnazione economica, fino al ritorno del razionamento per alcuni generi alimentari.

Relazioni pericolose

A irritare l'inquilino della Casa Bianca, in particolare, è stato l'appoggio del governo cubano al presidente Venezuelano Nicolas Maduro, nella crisi politica che ha fatto seguito alle elezioni del 2018.

Ma l'amicizia tra i due Paesi va avanti dall'epoca di Hugo Chavez: proprio il Venezuela ha sostenuto la martoriata economia dell'isola con le sue esportazioni di petrolio, mentre L'Avana ha ricambiato fornendo supporto militare e di intelligence.

A cinquecento anni dalla nascita di Cuba - e a 60 anni dalla Rivoluzione - il clima sembra tornato all'epoca della guerra fredda, anche se parte degli attori sono cambiati. Ma a fare le spese di queste nuove tensioni rischiano di essere ancora una volta i cittadini cubani.

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