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Sindacato militari: "Missioni anticostituzionali, subito una commissione d'inchiesta"

Sindacato militari: "Missioni anticostituzionali, subito una commissione d'inchiesta"
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Dal 'ground zero' italiano, la strage di Nassiriya in Iraq in cui persero la vita 12 carabinieri, 5 soldati, 2 civili e 9 cittadini iracheni, sono trascorsi 16 anni oggi. Una ricorrenza che riporta in primo piano il ruolo dei militari italiani e le loro regole d'ingaggio, anche alla luce dell'attacco terroristico di due giorni fa, in cui sono rimasti feriti 5 militari, 3 in modo grave.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, sarà giovedì a Washington per il vertice della coalizione anti Isis: in un post su facebook, il titolare della Farnesina ha dichiarato che l'Italia non recede.

L’Isis ha appena rivendicato l’attentato in Iraq contro i nostri cinque militari, ai quali mando nuovamente un abbraccio...

Publiée par Luigi Di Maio sur Lundi 11 novembre 2019

Va in direzione opposta il sindacato dei militari, che lancia una denuncia tranciante: le missioni sono anticostituzionali, dunque al di fuori della legaità, e chiamarle di pace significa occultare la realtà.

Il segretario generale del sindacato militari, Luca Marco Comellini, sollecita dunque l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulle missioni. "Perché - dice - i soldati vanno a fare la guerra e non a portare la pace".

A 16 anni da "Antica Babilonia", oggi l'Italia è presente in Iraq con "Prima Parthica", operazione della coalizione multinazionale contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq cui partecipano 79 paesi e 5 Organizzazioni internazionali. A circa 48 ore dall'attentato nel Kurdistan iracheno, anche il Consiglio Supremo di Difesa, che si è riunito al Quirinale, ha ribadito la necessità di continuare a garantire la presenza delle Forze Armate Italiane nelle principali aree di instabilità.

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