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Trump conferma: "Al-Baghdadi è morto"

Trump conferma: "Al-Baghdadi è morto"
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L'uomo più ricercato al mondo, l'auto-proclamato "Califfo" dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi è stato ucciso dalle forze speciali statunitensi in un raid nella Siria nordoccidentale.

"La scorsa notte gli Stati Uniti hanno consegnato alla giustizia il leader mondiale del terrorismo: Abu Bakr al-Baghdadi è morto. Era il fondatore e leader dell'ISIS". Donald Trump ha atteso gli esami del DNA effettuati sul luogo del raid, nella provincia di Idlib nel nordovest della Siria, prima di dare la conferma.

La certezza che al Baghdadi fosse nel compound è arrivata 48 ore prima, con lui c'erano molti militanti dell'Isis e ci sono stati diversi morti.

Il presidente statunitense ha voluto ringraziare la Russia, la Turchia, l'Iraq, la Siria e soprattutto i curdo-siriani per il sostegno fornito. Undici bambini sono stati portati via, due donne - probabilmente due mogli del leader terrorista - sono state trovate morte.

"È morto dopo essere scappato in un tunnel senza uscita, piangendo e urlando fino alla fine. Ha trascinato con sé tre dei suoi figli piccoli, che sono sicuramente morti - ha aggiunto Trump - Ha raggiungo la fine del tunnel mentre i nostri cani lo inseguivano e ha innescato il suo giubbetto esplosivo uccidendo se stesso e i suoi tre figli. Il suo corpo è stato dilaniato nell'esplosione. Il tunnel gli è crollato addosso, ma i risultati dei test hanno fornito un'identificazione certa e immediata: era lui".

Nonostante le forze speciali abbiano dovuto far fronte a un alto livello di fuoco, l'unico ferito statunitense nel raid è stato un cane dell'esercito. Trump ha seguito tutto l'operazione dalla situation room, "È stato come al cinema", ha detto.

Sappiamo che ci sono i successori di Al Baghdadi e li stiamo controllando. Ha concluso Trump, secondo il quale, l'autoproclamato Califfo voleva rifondare lo Stato islamico. I canali Isis collegati tra loro sui social network dicono che, anche se la notizia è vera, la jihad continuerà.

Reazioni internazionali cautamente ottimiste

Immediate le reazioni internazionali alla conferma di Donald Trump della morte di Al Baghdadi. Improntate a un cauto ottimismo quelle dei Paesi occidentali. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu:

"L'operazione riflette la volontà dei paesi liberi guidati dagli Stati Uniti di combattere le forze del terrore, le organizzazioni terroristiche e gli stati terroristici. Questa è una pietra miliare importante, ma fa parte di una battaglia più lunga che dobbiamo vincere".

"La morte di Baghdadi è un momento importante nella nostra lotta contro il terrorismo, ma la battaglia contro il male dell'Isis non è ancora finita. Lavoreremo con i nostri partner della coalizione per porre fine all'attività omicida e barbare di Daesh una volta per tutte ".
Boris Johnson

"La morte di Al-Baghdadi è un duro colpo contro lo Stato islamico, è una nuova tappa . Con i partner della coalizione internazionale, la lotta continua fino alla sconfitta definitiva. È la nostra priorità a Est".

Cauti e polemici i russi: Il ministero della Difesa russo non ha informazioni affidabili sull'ennesima "eliminazione" dell'ex leader dell'IIsis".

E gli iraniani: "Niente di veramente importante, avete ucciso una vostra creatura".

Quando l'auto-proclamato Califfo annunciò: "Conquisteremo Roma"

Abou Bakr al-Baghdadi era nato nel 1971 a Samarra, in Iraq in una famiglia della classe media sunnita. Laureato a Baghdad nel 1996 in Studi Islamici, fu arrestato nel febbraio 2004 dalle forze di occupazione Usa che lo rilasciarono dopo 10 mesi, ritenendolo non pericoloso. Dopo il rilascio, entrò in contatto con al Qaeda. Nel 2010 divenne leader dell'Isis in Iraq, organizzazione che nel 2013 si diffuse nell'intero Medio Oriente. Si nasconde da cinque anni. Anni in cui ha diffuso video con i suoi sermoni, compreso quello nel quale annunciava che il Califfato avrebbe "presto conquistato Roma".

Il 29 giugno del 2014 si autoproclama "Califfo" dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante.

Nel febbraio 2018, diversi esponenti statunitensi avevano dichiarato che Baghdadi era stato ferito in un attacco aereo nel maggio 2017 e aveva dovuto rinunciare al controllo del gruppo terroristico per cinque mesi a causa delle sue ferite.

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