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Hong Kong: domenica di guerriglia

Hong Kong: domenica di guerriglia
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"Meglio la morte che la resa", con questo spirito decine di migliaia di cittadini di Hong Kong sono scesi di nuovo in piazza per manifestare contro la Cina questa domenica.

Violenza e repressione

Dopo due settimane di relativa calma, il movimento anti cinese è tornato a farsi sentire con forza. Manifestazione non autorizzata, alcuni violenti hanno vandalizzato negozi, stazioni della metropolitana e soprattutto diverse banche cinesi.

La polizia ha risposto con cannoni ad acqua, lacrimogeni, cariche di alleggerimento. Anche una moschea è stata colpita da un cannone che sparava acqua colorata blu e irritante. La prima ministra Carrie Lam si è dovuta scusare con la comunità musulmana, scossa dall'accaduto.

Il ministro della difesa cinese accusa le potenze straniere

Il fronte diplomatico, dopo mesi di proteste, si complica. Con i rapporti già tesi tra Pechino e Washington a causa della guerra dei dazi, il ministro della difesa cinese è tornato ad accusare, sebbene stavolta senza citarli esplicitamente come aveva fatto in passato, gli Stati Uniti. Ha puntato il dito contro le potenze che causano guerre e disordini nel mondo, che interferiscono nella vita di altri Stati.

A Hong Kong da ormai quattro mesi il popolo manifesta in piazza per le troppe ingerenze cinesi nella città stato domandando più giustizia sociale e democrazia.

JEREMY TAM/CIVIC PARTY
Kowloon Masjid e Islamic Centre in Hong KongJEREMY TAM/CIVIC PARTY
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