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Euronews Sera | TG europeo, edizione di venerdì 18 ottobre 2019

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In Siria ancora guerra

È stata violata la tregua tra milizie curde e Turchia che combattono nel Kurdistan siriano. Erdogan è stato chiaro: vuole creare nell'area 140 villaggi e 10 distretti in cui trasferire i rifugiati siriani con il supporto finanziario dell'Unione europea. Questo è uno dei veri motivi della sua offensiva. Quindi i turchi non si ritirano.

Catalogna in rivolta

In Catalogna mobilitazione di massa nel giorno dello sciopero generale per l’autonomia della regione, contro Madrid. Tra l’altro le autorità spagnole hanno bloccato la piattaforma online 'tsunami democratic' su cui viaggiava l’appello a manifestare e il primo ministro Pedro Sanchez ha usato parole dure contro i catalani in un muro contro muro che in queste ore sembra davvero senza soluzione.

In questo momento difficile l’ex presidente della regione catalana Carles Puidgemont ha deciso di muovere le bocce, di dare un segnale: raggiunto in questi giorni da un mandato di cattura internazionale si è consegnato ieri alle autorità del Belgio, dove vive; dopo una notte in carcere è stato rilasciato.

Brexit, domani il voto del parlamento sul piano negoziato da Boris Johnson con Bruxelles; in forse il sì di Westminster anche se i leader europei spingono per questa soluzione. Il primo ministro britannico deve trovare almeno una trentina di voti per raggiungere la maggioranza. Potrebbe aiutarlo anche una ventina di laburisti eletti in collegi dove i favorevoli a Brexit sono la maggioranza (nonostante il richiamo del loro leader Corbyn).

Oggi in vigore i dazi USA ai prodotti europei

Aiuti pubblici ad Airbus, impresa europea, quindi gli Stati Uniti hanno avuto il diritto di mettere dazi sulle merci provenienti dal vecchio continente. Sono entrati in vigore proprio oggi. Ma attenzione perché la storia potrebbe ripetersi e anche Washington potrebbe andare incontro a una punizione analoga (per gli aiuti a Boeing).

Al consiglio europeo conclusosi oggi è restata isolata la Francia nel suo no all’avvio dei negoziati per l’adesione di Albania e Macedonia del Nord. Il presidente francese Macron chiede di “prendere tempo”. Naturalmente la sua decisione è legata anche alla politica interna francese e ai timori che gli euroscettici guadagnino ancora più consenso davanti a nuovi ingressi e processi decisionali più difficili.

In Libano economia a rotoli, popolo in rivolta

A Beirut i cittadini sono scesi in piazza contro caro vita, tasse e corruzione. Una mobilitazione importante a cui il primo ministro Saad Hariri ha risposto dicendo che si va verso tempi "di una difficoltà senza precedenti" e ha spronato gli alleati di governo ad agire uniti per trovare una soluzione. Ha dato loro 3 giorni di tempo. Nei disordini nella notte ci sono stati anche due morti in scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, oltre 60 i feriti. Sarebbe stata la proposta dell’esecutivo di introdurre una tassa di 20 centesimi di dollari sul tabacco e sull’uso delle applicazioni di messaggistica per smartphone, la miccia che ha innescato le manifestazioni ma il popolo è esasperato da condizioni economiche insostenibili tra cui crescita ai minimi 0,2 per cento secondo l'FMI, enorme debito pubblico e disoccupazione al 25 %.

Forse non sapete che i bisonti si sono estinti nel Caucaso. Allora il Wwf ha pensato a un progetto per ripopolare l'area... i dettagli nel nostro pezzo di fine giornale.

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