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Ecuador: la "protesta delle pentole" con Moreno, che attacca Maduro e Correa

Scontri per le strade di Quito, la capitale dell'Ecuador. (12.10.2019).
Scontri per le strade di Quito, la capitale dell'Ecuador. (12.10.2019). -
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REUTERS/Henry Romero
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Dopo lo stato di emergenza, con l'esercito per le strade, da sabato in Ecuador vige anche il coprifuoco.

A fare rumore, oltre agli scontri per le strade delle principali città del paese, Quito e Guayaquil, è anche la "proteste delle pentole", in quasi tutti i palazzi della capitale, Quito.

La "protesta delle pentole"

"Siamo stati repressi da un regime dittatoriale e fascista", dice una donna. "E questo è l'unico modo per protestare, per alzare la voce, per dire basta con la violenza, basta con gli abusi, basta con questo governo imperialista e traditore".

La donna intervistata da Euronews sbatte la pentola in segno di protesta contro il governo-Moreno.

Piccole concessioni: rivedere le misure di austerità

Il Presidente dell'Ecuador, LenínMoreno, (66 anni) ha annunciato di voler rivedere alcune parti del pacchetto di misure di austerità, annunciate il 2 ottobre, che sono alla base delle proteste popolari, in particolare la cancellazione dei sussidi per il carburante.
Provvedimenti presi dalla Repubblica dell'Ecuador in cambio di un prestito da 4,2 miliardi di dollari del Fondo Monetario Internazionale, che chiede al paese sudamericano di sistemare i propri "conti" finanziari disastrosi.

"Colpa di Maduro e Correa"

In diretta tv il Presidente si è scagliato contro gli oppositori.

"Oggi, forze oscure legate alla delinquenza politica organizzata, dirette dall'ex Presidente ecuadoriano Rafael Correa e dal Presidente venezuelano Nicolás Maduro e in complicità con il narcoterrorismo, banditi e cittadini stranieri violenti, hanno provocato violenza come mai visto prima".
Lenín Moreno
Presidente Ecuador

"Hanno agito contro il patrimonio della città di Quito, causando paura a molte famiglie. La polizia è stata sequestrata e hanno provocato una lunga lista di crimini per un solo giorno", ha aggiunto Moreno.

Le "colpe" di Correa"

Rafael Correa è stato Presidente dell'Ecuador tra il 2007 e il 2017: in quel decennio allineò l'Ecuador all'asse bolivariano e diede rifugio a Julian Assange nell'ambasciata ecuadoriana di Londra.

Lenín Moreno durante la sua dichiarazione televisiva.

Cosa cambierà nel pacchetto-austerità?

Successivamente Moreno ha annunciato che si analizzerà il decreto 883 (sui sussidi al carburante) "per studiare i suoi effetti e assicurarsi che le risorse liberate arrivino al settore agricolo".

Ugualmente, ha ancora detto, saranno analizzate le osservazioni formulate sul progetto di legge inviato all'Assemblea nazionale riguardante la riduzione dei compensi per i contratti a termine e l'accorciamento del periodo di ferie da 30 a 15 giorni. Fra le altre misure in cantiere, il capo dello Stato ha evidenziato un bonus di 20 dollari mensili, che sarà pagato dalle imprese private ai dipendenti. Si lavora inoltre a misure che appoggino gli agricoltori che hanno perduto il latte, le coltivazioni o animali a causa dei blocchi stradali e la paralisi dei trasporti.
Infine, Moreno ha assicurato che nel progetto di legge da rivedere sarà introdotta un'imposta per le grandi imprese, "affinché quelli che più guadagnano siano quelli che maggiormente contribuiscano agli sforzi del Paese".

Undicesimo giorno di scontri e desiderio di trattare

Nonostante l'annunciata apertura di Moreno, per l'11° consecutivo giorno sono avvenuti scontri tra le forze dell'ordine e membri di movimenti politici e sindacali e della Confederazione delle nazionalità indigene dell'Ecuador (Conaie).

In un comunicato apparso su Twitter, la Confederazione ha espresso, tuttavia, l'intenzione e il desiderio di siedersi attorno ad un tavolo e trattare per trovare una soluzione.

Fumo nero e la bandiera dell'Ecuador. )Quito, 12.10.2019).

Per approfondire ➡️ La rivolta in Ecuador insiste contro il caro-carburante

Per approfondire ➡️Arresto di Julian Assange nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra

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