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Siria, torna la catastrofe umanitaria

Siria, torna la catastrofe umanitaria
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Non solo solo i civili siriani, oltreché curdi a dover soffrire degli attacchi dell'aviazione di Ankara. Le operazioni contro lo Ypg stanno creando danni collaterali anche ai civili turchi. È il caso dellla cittadina in territorio turco di Alcakale che deve fare i conti con i tanti colpi di mortaio. Il danno d'immmagine per paesi come gli Stati Uniti è grave. Mentre la Turchia, nel terzo giorno di operazioni, ha intensificato i bombardamenti, da più parti si levano voci contro la catastrofe umanitaria che potrebbe scaturirne.

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Eppure Erdogan continua a sentirsi nel giusto: "Neppure i siriani vogliono lo YPG sul proprio territorio. Noi non ci fermeremo e non ci importa cosa dicano di noi".

Il Pentagono è arrivato ad affermare che le operazioni turche erano circoscritte e il segretario del tesoro Steven Mnuchin ha minacciato sanzioni alla Turchia, ma di questa mancanza di chiarezza Ankara non fa che approfittarne. La situazione umanitaria peggiora con il passare delle ore come afferma l'Onu.

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Così un portavoce dell'Onu-Pam: "Abbiamo registrato massicci spostamenti civili dallo scoppio delle violenze. Oltre 70.000 persone si sono spostate per ora".

Anche la Croce Rossa è preoccupata. ciò che accade e ciò che è accaduto nelle ultime 48 ore è estremamente preoccupante. Credo ci siano tutti gli ingredienti per una nuova crisi umanitaria in Siria".

In tutto questo i curdi cercano di far capire che lo stato islamico potrebbe riprendere forza visto che l'attenzione, soprattutto sul confine è distolta. Alcuni prigionieri jihadisti sono riusciti a fuggire e gli uomini in nero hanno già rivendicato alcune autobomba. Otto civili sarebbero morti durante uno scontro a Qamishli, sempre sul confine.

Annuncio della fuga di prigionieri jihadisti
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