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Il cinema impegnato alla Mostra di Venezia

Il cinema impegnato alla Mostra di Venezia
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"Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio". Quel che pensava il maestro della Nouvelle Vague, François Truffaut, è il mantra di una Mostra del Cinema che si scopre, ogni giorno che passa, sempre più engagé. Con il suo "45 seconds of laughter", 45 secondi di risate, il regista, attore e sceneggiatore Tim Robbins porta in Laguna l'esperienza con l'Actor's Gang, la sua compagnia che - attraverso il teatro - sviluppa percorsi di riabilitazione per carcerati.

Dei delitti e delle pene, dunque, che non conoscono riabilitazione nelle realtà carcerarie più dure e difficili. È la vita reclusa è al centro del documentario di Robbins, fuori concorso a Venezia: la storia di un percorso per entrare in sintonia - attraverso il teatro - col proprio corpo e le proprie emozioni e sensazioni, riscoprendole.

Con il suo stile asciutto, caratterizzato da riprese statiche e composizioni minimali, il regista svedese Roy Andersson è in concorso con "Endlessness" (l'essenza dell'infinito), un viaggio surreale nelle contraddizioni della vita.

Ancora suggestioni, questa volta intime, tormentate, insondabili, per "Guest of honour" di Atom Egoyan, che esplora la complicata relazione tra Jim e sua figlia Veronica, un'insegnante di musica di liceo.

"Il film è un'indagine emotiva sul legame di un padre con la figlia - dice Egoyan - la loro storia è scossa da eventi difficili da capire: vivono entrambi come sospesi, cercando di comprendere la natura di ciò che li unisce mentre il tempo scorre inesorabile".