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Uniti contro la Brexit

Uniti contro la Brexit
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Uniti contro la crisi fu una coalizione antiberlusconiana della Fiom nat nel 2010 e morta poco dopo. Quello che invece le opposizioni britanniche stanno cercando di fare è un'unione contro Boris Johnson e l'ipotesi di una Brexit senz'accordo che sarebbe devastante per l'Europa, mma anche per il Regno Unito.

Per questo i partiti all'opposizione hanno firmato un patto unitario, cosa più unica che rara a Londra. Spiega il laburista Jeremy Corbyn: "La priorità è evitare di uscire senza accordo perché questo danneggerebbe chi lavora, la nostra economia e i nostri rapporti con il resto del mondo".

Due le opzioni: un voto di sfiducia per cercare di abbattere l'esecutivo di Boris Johnson e Corbyn potrebbe diventare premier ad interim fino ad elezioni, con un peso specifico diverso per chiedere un secondo referendum, ma Corbyn fuori del partito, è considerato troppo a sinistra.

L'opzione due è proposta dai liberaldemocratici. Così la leader: "Vogliamo usare le opzioni per estendere l'articolo 50 ci saranno altre riunioni per analizzare i vari scenari possibili".

L'articolo 50 del trattato di Lisbona è formato da 5 paragrafi. Afferma che il Consiglio europeo può decidere di prorogare il termine dii uscita e che qualsiasi paese uscito dall’UE possa chiedere di rientrarvi.

Articolo 50 trattato Lisbona

Su queste basi continua Corbyn: "Il parlamento deve rappresentare gli interessi della gente e assicurare che non si commettano disastri e che tutto proceda nel migliore di modi".

Dall'altro lato della barricata Boris Johnson vorrebbe rinegoziare i termini dell'uscita, ma insiste sul fatto che Londra lascerà l'Unione il 31 ottobre con o senza accordo e che potrebbe non pagare i debiti contratti con Bruxelles.

Tutto si deciderà al rientro delle vacanze, la settimana prossima, una settimana che si annnuncia particolarmente calda a Westminster.