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Carola Rackete interrogata dai magistrati di Agrigento

Carola Rackete interrogata dai magistrati di Agrigento
Diritti d'autore REUTERS/Guglielmo Mangiapane
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Di Claudio Rosmino
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Il capitano della Sea Watch3 deve rispondere di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e disobbedienza a nave da guerra

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La comandante della Sea Watch3 Carola Rackete, è stata interrogata stamani dalla Procura di Agrigento nell'ambito dell'inchiesta per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e disobbedienza a nave da guerra.

La 31enne capitana tedesca è stata ascoltata dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai pubblici ministeri Alessandra Russo e Cecilia Baravelli.

Ai magistrati di Agrigento Rackete ha dovuto spiegare perché il mese scorso aveva soccorso i migranti al largo delle coste libiche e ha fatto rotta verso un porto italiano, rifiutando la proposta di attracco delle autorità di Tripoli.

All'uscita dal tribunale la Rackete ha rilasciato una sola dichiarazione, in cui si dice contenta di aver avuto la possibilità di spiegarsi di fronte al giudice e ha aggiunto: "Spero che la Commissione europea dopo l'elezione del nuovo Parlamento faccia il meglio possibile per evitare queste situazioni e che tutti i Paesi accettino le persone salvate da navi civili".

Rackete era stata arrestata lo scorso 29 giugno per aver violato il divieto di ingresso del governo italiano nel porto di Lampedusa per portare sulla terraferma 42 migranti soccorsi in mare.

Tre giorni dopo era stata rilasciata, in quanto il Gip Alessandra Vella aveva riconosciuto l'esigenza di approdo, a causa dell'aggravamento della situazione della salute dei naufraghi e delle condizioni di sicurezza per l'equipaggio.

Il suo caso ha infiammato l'opinione pubblica europea. Il ministro dell'interno italiano Salvini aveva definito la capitana tedesca una "criminale". Nelle settimane successive al suo rilascio diverse città europee, tra cui Parigi e Barcellona, le hanno invece assegnato riconoscimenti per le sue azioni.

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