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Naufragio Tunisia: il punto con Lorena Lando Responsabile Missione Tunisia (OIM)

Naufragio Tunisia: il punto con Lorena Lando Responsabile Missione Tunisia (OIM)
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Foto d'archivio - REUTERS
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Erano in tutto 86 i migranti naufragati al largo di Zarzis (Tunisia) ieri 3 luglio: 4 sono stati salvati da marinai tunisini, tre di loro - partiti dalla Libia ma provenienti dal Mahli - sono tuttora vivi e sono stati portati in uno dei foyer disponibili. Uno di loro, della Costa d'Avorio e anche lui partito dalla Libia, è deceduto nella mattina del 4 luglio. La Tunisia non ha una legge al riguardo e ogni operazione viene dunque coordinata dalle organizzazioni internazionali ONU (nello specifico UNCHR) che insieme alla Mezzaluna Rossa e all'Organizzazione internazionale per i migranti gestisce la situazione. Non esistono strutture adibite all'accoglienza migranti in Tunisia dunque le persone che sbarcano al porto vengono smistate in vari foyer spesso universitari dove vengono tenuti per due mesi. In questi due mesi a seconda della nazionalità di ognuno e alle loro necessità si pensa al da farsi. Non tutti chiedono asilo, alcuni vogliono tornare indietro altri andare altrove. Nel dettaglio lo ha riferito a Euronews la Responsabile della missione OIM in Tunisia, Lorena Lando.

La Mezzaluna Rossa all'opera

Fonti locali riferiscono che sono già al lavoro Mezzaluna Rossa tunisina e Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) in coordinamento con le autorità tunisine, per i soccorsi e le ricerche in mare, insieme ad alcune imbarcazioni di pescatori.