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Bruxelles, proiettate le foto di chi salvò i migranti e ora rischia il carcere

Bruxelles, proiettate le foto di chi salvò i migranti e ora rischia il carcere
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Foto: Caritas’ MIND project
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In occasione della giornata mondiale del rifugiato, che cade il 20 giugno di ogni anno, Caritas Europa ha chiesto la fine della criminalizzazione di chi salva vite in mare proiettando a Bruxelles i ritratti di tre persone che rischiano conseguenze legali per azioni di volontariato in aiuto ai migranti.

Le loro foto sono apparse su un palazzo del complesso del Parlamento europeo: si tratta di Sarah Mardini, 23 anni, siriana; Sean Binder, 25 anni, tedesca; Pia Kemp, 35 anni, sua connazionale. Lo slogan è stato: "La solidarietà non è un crimine".

Mardini e Binder erano entrambe volontari al centro internazionale per le emergenze di Lesbo. La prima è arrivata in Germania su un gommone dalla Siria e, durante il tragitto, ha contribuito a salvare le vite dei suoi compagni di viaggio accompagnandoli fino a riva. Nel 2018 sono stati arrestati e hanno trascorso 106 giorni in detenzione preventiva accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Rilasciati su cauzione nel dicembre 2018, aspettano il processo in cui rischiano fino a 25 anni di carcere.

Pia Klemp, ex capitano delle navi Iuventa e Sea Watch, è sotto indagine in Italia nonostante abbia contribuito al salvataggio di 14mila di migranti nel Mediterraneo. Rischia fino a 20 anni di galera sulla base di accuse che definisce "ridicole". Una mobilitazione spontanea sta raccogliendo i soldi per le spese legali che si troverà ad affrontare per aver salvato vite per conto dell' "Unione Europea, vincitrice del premio nobel per la pace", usando le sue parole.

Ironicamente, il MIND project di Caritas - il cui obiettivo è aumentare la consapevolezza (anche delle istituzioni europee) sulle conseguenze delle migrazioni sulle vite delle persone - riceve fondi proprio dalla Ue.