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Debito: palazzo Chigi conferma: "rispetteremo il patto di stabilità"

Debito: palazzo Chigi conferma: "rispetteremo il patto di stabilità"
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La nota di palazzo Chigi

Dopo l'ufficializzazione dell'avvio della procedura d'infrazione una nota di palazzo Chigi stronca ogni velleità di ribellione contro Bruxelles: "l'Italia rispetterà il patto di stabilità", recita secca, in pratica un sì alla manovra bis di 3-4 miliardi richiesta da Bruxelles, o a altre soluzioni gradite ai Paesi membri. Riuscirà il primo ministro Giuseppe Conte a portare avanti le trattative senza rompere con l'alleato di governo? Matteo Salvini, vice primo ministro e leader della Lega, si è già dichiarato indisponibile a rivedere quota 100 e ha aggiunto che l'unico modo per ripagare il debito è abbassando le tasse agli italiani.

Qui l'integrale del comunicato di palazzo Chigi

Le opposizioni

Ovviamente il richiamo di Bruxelles è un assist per l'opposizione. Il Pd con il segretario Nicola Zingaretti sottolinea la cattiva performance economica del governo giallo-verde, lo stesso fa Forza Italia. Ma la partita, stavolta, si gioca tutta fuori dai confini nazionali.

L'antefatto: la commissione raccomanda la procedura d'infrazione contro l'Italia

La commissione europea ha concluso che l'Italia ha violato le regole sul debito ed ha quindi raccomandato una procedura disciplinare. Ora la palla è in mano ai ministri delle finanze dell'unione europea che avranno l'ultima parola nell'Ecofin del 9 luglio. Fino al 9 luglio tutto può succedere, la raccomandazione può anche rientrare, se l'italia convince gli altri Paesi che il debito non crescerà.

La commissione ha dichiarato che l'Italia ha compiuto progressi limitati rispetto alle raccomandazioni dell'UE per tenere sotto controllo il debito e sulle riforme strutturali.

Questo "può influenzare negativamente il potenziale di crescita dell'Italia", ha detto la commissione che aggiunge che "l’assenza di politiche di bilancio prudenti espone il Paese a shock di fiducia sui mercati, con un impatto negativo su economia reale e crescita".

La commissione respinge la tesi che sia stata la minor crescita a far aumentare il buco del debito così si "spiega solo in piccola parte la mancata riduzione del debito", per Bruxelles sono le scelte politiche del governo ad aver influito. In primis 'quota 100', la riforma delle pensioni e col rallentamento del Pil è arrivato un "effetto negativo su fiducia e accesso al credito".

Il debito italiano: 38.400 euro per abitante

Il debito italiano è il secondo dell’Unione, ha un peso pari a 38.400 euro per abitante.

Il debito pubblico italiano è salito dal 131,4% del prodotto interno lordo nel 2017 al 132,2% nel 2018 e la commissione stima che salirà al 133,7% quest'anno e al 135,2% nel 2020.

Pierre Moscovici, vicepresidente della commissione e commissario europeo per gli affari economici e monetari ha detto che, comunque, se l'Italia cambia rotta la Commissione è pronta a rivedere l'analisi sul debito italiano. "La mia porta è aperta", ha detto Moscovici.

Il primo ministro italiano Giuseppe Conte, in queste ore in visita in Vietnam, ha detto durante un punto stampa che farà di tutto per evitare la procedura d'infrazione.