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"Football 4 Friendship": calcio e multiculturalismo

"Football 4 Friendship": calcio e multiculturalismo
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Giocare a calcio. E’ il sogno di tantissimi bambini che amano questo sport. Ragazzini che quest'anno hanno partecipato a Football for Friendship (F4F) a Madrid, un programma educativo internazionale ideato da Gazprom nel 2013. Divisi in squadre miste, i partecipanti si sono allenati parecchio per il grande torneo, evento clou dell'evento.

Uno dei tratti distintivi è l’identità multiculturale e quest'anno gli organizzatori l’hanno voluto chiarire con un primato, un vero Guinness. In programma qualcosa di storico, ovvero aver una formazione con il maggior numero di giocatori di diverse nazionalità. Obiettivo raggiunto. 50 diverse nazionalità in campo. I giudici ufficiali hanno confermato la presenza di 57 paesi presenti.

Uno dei giudici, Anna Louise Orford, ci ha fatto notare che l'unicità di questo record dimostra che tutti quanti noi possono riuscirci. "Puoi essere alto, giovane, puoi essere una ragazza o un ragazzo che vogliono partecipare. Non importa se i paesi aderenti non sono tutti amici tra di loro, si può comunque prendere parte all’evento e giocare a calcio.

L’evento principale è stato l’International Children’s Forum che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani calciatori provenienti dalle migliori squadre di calcio africane, asiatiche, europee e sudamericane e l’organizzazione di attività e incontri con calciatori famosi e personaggi pubblici.

La grande finale si è svolta sabato a Madrid. Presenti sugli spalti tutti i partecipanti al torneo. Dopo una partita intensa, un rigore ha decretato la squadra vincente. A consegnare il trofeo, una stella internazionale, l’ex giocatore del Real, Roberto Carlos. Dopo la presentazione, il ct brasiliano ci ha raccontato cosa sarebbe successo se avesse avuto l'opportunità, da piccolo, di partecipare a una manifestazione del genere. "Avrei imparato di più, sarei riuscito ad entrare più facilmente nella grandi squadre e nella nazionale brasiliana", ci ha raccontato il campione. "Oggi i bambini hanno tutto quello che noi non avevamo in passato, devono sfruttare queste cose al massimo."

In campo, e fuori, lacrime di gioia e di delusione. E un grande abbraccio alla squadra vincente. Un'immagine fantastica che mostra lo spirito positivo dello sport.