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Voto in Belgio: alle urne Paese diviso

Voto in Belgio: alle urne Paese diviso
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Insieme, ma in ordine sparso. La convivenza è difficile e il risultato elettorale in Belgio lo conferma. Dalle urne emerge un quadro frammentato, con un dato su tutti: i separatisti fiamminghi si sono aggiudicati 43 seggi nel parlamento federale. In crescita anche il partito di estrema destra Vlaams Belang, salito a 18 dai 3 della passata legislatura. Le forze di centro-sinistra e centro-destra più tradizionali hanno perso terreno mentre in Vallonia, la regione meridionale economicamente più debole, i Verdi e il partito di sinistra PTB hanno visto aumentare il loro sostegno.

I belgi mettono l'accento sulle divisioni che non consentono al Paese di superare i problemi di precarietà istituzionale. "Mi aspettavo questo risultato - commenta un elettore - soprattutto dopo quello che è successo l'anno scorso, quando ci sono state molte lotte in seno al governo. Le Fiandre si battono per le Fiandre".

Sulla base dei risultati elettorali, il percorso politico resta in salita: "Penso che sarà difficile perché ci sono molte persone con opinioni diverse, soprattutto nella parte meridionale del Belgio - spiega un imprenditore - credo che, in realtà, si tratti di due Paesi sotto un'unica bandiera. Penso perciò che la soluzione sia uno Stato confederale: la parte settentrionale con la sua opinione, quella meridionale altrettanto".

Per gli elettori più giovani una bella sorpresa - seppure contenuta - è stata l'avanzata dei Verdi: "Trovo che sia un peccato: siamo lo stesso Paese, ma abbiamo idee così differenti" dice una giovane belga, che aggiunge: "Speravo che il Partito dei Verdi ottenesse più voti".

Belgio diviso, dunque, con l'ondata separatista fiamminga, cresciuta alle elezioni nazionali, che renderà la formazione di un nuovo governo federale un compito tortuoso.