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Leonardo: l'accordo e la smentita

Leonardo: l'accordo e la smentita
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Tra Italia e Francia un passo avanti e due indietro, sembrerebbe: appena pochi giorni fa la visita oltr'alpe del Presidente italiano veniva salutata, almeno dai commentatori francesi, come un grande segno di riconciliazione tra i due Paesi, in rotta di collisione da quando si è installato il governo giallo-verde, (ma nemmeno i rapporti erano poi idilliaci negli anni precedenti).

Una riconciliazione, insomma, facilitata dal genio di Leonardo da Vinci, perché i due presidenti si ritrovavano al suo capezzale, ad Amboise, per il cinquecentenario della morte.

Il giorno dopo, un tweet del Ministro della Cultura francese, Franck Riester, celebrava la riconciliazione grazie alla cultura, dicendo che finalmente gli Italiani avevano acconsentito al prestito al Louvre dell'Uomo vitruviano e e dell'autoritratto di Leonardo, opere in precedenza bloccate dal governo di Roma.

Tempo cinque minuti, e sul sito del Ministero Italiano compariva un comunicato di Alberto Bonisoli: il ministro si diceva stupito e smentiva. Nel corso della visita istituzionale, nella quale era presente, non s'è proprio parlato di opere in prestito, precisava. E nessuna decisione è stata presa.

Sembra di capire che il periodo, almeno quello pre-elettorale, resti complicato tanto da non lasciar funzionare nemmeno una pax culturae. E pensare che ad Amboise, per compiacere l'ospite italiano, il coro aveva pure intonato il Va' Pensiero. Non proprio pertinente con Leonardo, ma tant'è. Qualche problema di comunicazione di sicuro c'è, tra i due Paesi.