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Road Trip, nei villaggi-fantasma in Bulgaria

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Apostolos e Bryan in Bulgaria nordoccidentale.

Apostolos: "Abbiamo lasciato Sofia e stiamo guidando da tre ore e mezza. Ci dirigiamo al nordovest della Bulgaria".

Bryan: "La ragione per cui ci dirigiamo laggiù, è il fatto che si tratti della regione più povera dell'Unione Europea. Visiteremo i grandi villaggi-fantasma. Non credo però che siano popolati da spettri. Si tratta di qualcos'altro".

Ecc il villaggio di Kanitz. Ha 4 abitanti. Una trentina di anni fa queste strade erano popolate di gente. Ora sono vuote, scheletri abbandonati del bel tempo che fu.

Petko è uno degli ultimi 4 abitanti del villaggio: "Prima qui ci vivevamo un sacco di persone. Era un posto pieno di vita. C'erano animali. Dopo le collettivizzazioni comuniste del 1956 esisteva una gigantesca fattoria. Adesso non c'è più nessuno. Lunedì e venerdì vado al villaggio più vicino perché qui non c'è nessuno con cui parlare. Molte persone sono morte, i miei amici sono morti così come non ci sono più le persone con cui parlavo. Vivo con i miei animali. Se non fosse per loro e per la mia televisione morirei all'istante. Non c'è nessuno con cui parlare. Quando telefono a qualcuno può durare delle ore. Qui non c'è futuro".

Questa una volta era un piccolo supermercato. Adesso ci sono solo scaffali vuoti. E questo grande edificio era il municipio del nostro villaggio.

Prima di venire qui abbiamo letto tanto sui villaggi fantasmi a in Bulgaria. Eppure, vederli di persona è scioccante. Sono luoghi davvero tristi, eppure i tempi stanno cambiando in bene o in male. Quello che si prova guardando questi villaggi è che l'esodo dalle campagne oggi continua in Europa. Che sia un esodo interno o verso l'estero. Alcuni villaggi oggi nell'Unione Europea esplodono di vita e forse, fra 20 o 30 anni forse saranno disabitati".

Questo futuro distopico potrebbe ben presto colpire il vicino villaggio di Rabrovo. La scuola locale ha chiuso da poco e solo 250 vivono ormai qui. La metà della popolazione di 30 anni fa. Il sindaco ricorda che cos'era la vita allora.

Galina Vakaritzova: "Sono triste, dispiaciuta per lo stato del mio paese. Sono 30 anni che vivo qui e c'erano tante persone allora. Quando mi reco al lavoro al mattino non c'è nessuno in giro. Stessa cosa al pomeriggio. C'erano tante persone una volta ed era, molto meglio allora".

La chiusura delle fabbriche e la privatizzazione delle terre dopo la caduta del comunismo alla fine degli anni '80 sono la ragione principale per cui così tanti residenti hanno abbandonato questa località. Oggi i giovani vanno nelle grandi città per cercare lavoro e la maggioranza di chi resta ha più di 60 anni e sopravvive con pensioni di 150 euro al mese al mese.

Galina Vakaritzova: "L'agricoltura cade a pezzi. Ogni cosa si privatizza e tutto cade a pezzi in questi villaggi. Agli anziani manca il comunismo. Dicono che le cose andavano molto meglio. Avevano meno denaro, ma vivevano meglio. Adesso non c'è denaro e nemmeno lavoro".

Secondo il sindaco di Rabrovo l'Unione europea ha aiutato villaggi come il suo a costruire infrastrutture e fare programmi di formazione per i residenti, ma ci vorranno lavori ben pagati e possibilità di carriera per convincere i bulgari a ripopolare uno di questi 600 villaggi in tutto il paese, svuotati della loro popolazione.