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Elezioni europee 2024: il dibattito dei candidati fa tappa nei campi rom

Marcia a Bologna movimento Khetane
Marcia a Bologna movimento Khetane Diritti d'autore Movimento khetane
Diritti d'autore Movimento khetane
Di euronews
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Un percorso in 3 tappe per il dialogo con i candidati alle Elezioni europee 2024 all’interno dei campi rom e sinti

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Con una comunità che conta circa dodici milioni di persone, i romaní sono la minoranza più numerosa d'Europa, ma solo la metà di loro ha una cittadinanza riconosciuta. Per avere un termine di paragone, si tratta di una popolazione che supera di un milione e mezzo quella del Portogallo.

In Italia rom e sinti sono più di centomila. In vista delle elezioni europee che in Italia si svolgeranno i prossimi 8 e 9 giugno l’associazione Roma for democracy, con il Movimento Kethane Rom e Sinti per l’Italia, lancia un percorso in tre tappe per contribuire al dibattito sulle grandi questioni Europei, invitando i candidati a un dialogo all’interno dei campi rom e sinti.

"La comunità rivendica la partecipazione dei suoi elettori rom e sinti al processo democratico, perché l’Unione europea oggi più che mai non può permettersi di trascurare il potenziale dei suoi cittadini esclusi e delle sue minoranze tenute ai margini", spiega Roma for Democracy.

Il primo appuntamento è il 16 maggio. Dalle 17 un corteo partirà da piazza XX settembre a Bologna, per poi raggiungere lo Spazio Ateliersi in via S. Vitale 69 alle ore 18. Al dibattito saranno presenti il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e i candidati alle elezioni europee Paolo Bernini (Movimento 5 Stelle), Jessica Todaro Bellinati (Alleanza Verdi Sinistra) e Umberto Costantini (Azione).

Tribuna politica nel campo rom di Via Gordani a Roma il 23 maggio

Il percorso proseguirà con altre due tappe fondamentali: due tribune politiche all’interno di due campi rom e sinti di Roma (via Gordiani, il 23 maggio) e Milano (via di Chiesa Rossa, il 29 maggio). Roma for democracy "inviterà i candidati alle elezioni europee a dialogare, all’interno dei campi rom e sinti, sulle grandi questioni decisive per il futuro dei cittadini europei e per il riconoscimento del popolo rom e sinti come parte integrante dell’Unione Europea".

"La non-partecipazione al voto crea un divario tra la politica e i cittadini che non vengono rappresentati e di conseguenza si sentono esclusi e traditi. L’obiettivo è quello di proteggere la democrazia attraverso la partecipazione politica, per non lasciare spazio alle forze anti-democratiche", spiega Roma for Democracy.

"In questo momento turbolento l’Unione europea richiede il contributo di tutti i suoi cittadini europei, che Rom e Sinti sono pronti a dare, invertendo la tendenza per la quale ormai da decenni le minoranze, oltre a essere facili vittime di pratiche antidemocratiche, sono del tutto escluse dal processo democratico e decisionale, come reso evidente dalla loro totale assenza nelle istituzioni".

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