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Juncker... l'incendiario: quale gaffe?

Juncker... l'incendiario: quale gaffe?
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Jean-Claude Juncker è più incendiario quando dice che i ministri italiani mentono sugli aiuti europei, o quando rischia di appiccare il fuoco alla moglie del premier ruandese, nel venticinquesimo anniversario del genocidio?

Ma soprattutto: è l'ultima di una serie di gaffe, un incidente di percorso o un nulla aggravato dai tentativi maldestri di nasconderlo?

Jean Claude Juncker rischia di uscire dalla porta di servizio come fu per Eltsin, con un'immagine distrutta dalla nomea d'ubriacone.

Come sempre più spesso accade, non importa tanto che sia vero, l'importante è che sia verosimile e se non lo è inizialmente lo diventa a furia di ripeterlo. Ma questa è una vecchia storia.

Fatto sta che quando si inizia - e poco importa che lo facciano i cosiddetti "social" o i media più accreditati, tanto ormai gli uni riprendono gli altri - non si può decidere di scendere a un certo punto. Non ci sono stazioni intermedie.

Il fatto, l'ultimo in ordine di tempo ma forse anche d'importanza, risale al 7 aprile, giorno del 25esimo anniversario del genocidio ruandese: sono in quattro davanti a un braciere, e vengono forniti di torcia per accenderlo.

Il presidente della Commissione europea è a sinistra, alla sua destra Jeannette Kagame, la moglie di Paul Kagame, Primo Ministro a Kigali. Dopo aver acceso la fiamma della speranza, Juncker si gira, la lunga torcia ancora accesa in mano, e si guarda i piedi, forse per verificare che non ci siano pericolosi scalini. E si dimentica apparentemente dei vicini, portanto la torcia molto vicino ai vestiti e al volto della consorte del premier. Rapidissimi gli addetti tolgono la torcia dalle sue mani e liberano dell'incomodo anche le altre autorità.

Un inciampo nel quadro di lunghe cerimonie e di eventi toccanti, e il punto non è l'inciampo. È il modo in cui se ne parla.

Per esempio: The Independent, con artifici che sembrano attribuire ad altri l'ironia greve, ricorda il nomignolo di Juncker, "Drunker", cioè un morphing tra il suo cognome e l'aggettivo dell'ubriaco.

Ma almeno l'articolo si ferma lì. Più greve la stampa nostrana, Il Giornale in primis, che non accusa direttamente Juncker di ubriachezza (non sarebbe la prima volta che la testata lo lascia quantomeno intendere) ma elenca una serie di gaffe, vere o presunte - per esempio quella delle scarpe diverse è una mezza "bufala" - e posta il video preso da una fonte esterna che lascia ben in vista il titolo "Drunk Juncker almost...", cioè "Juncker, ubriaco, quasi" mette a fuoco la moglie del premier. Non proprio finissimo.

È persino paradossale che siano i russi di Sputnik a correre in soccorso di Juncker, con un articolo che è, almeno, un po' più completo di quello del Giornale: ricordano sì una serie di piccoli incidenti, ma riferiscono piuttosto di atteggiamenti un po' troppo amichevoli nei confronti di un paio di signore, e quando richiamano il famigerato episodio del vertice NATO in cui il nostro barcollava riportano, in conclusione, la spiegazione ufficiale: nessuna urbiachezza, era sciatica. Credeteci o no, ma quella è la spiegazione che è stata data, è lì, e non c'è motivo di non riportarla.

Ecco, a proposito di non riportare: passiamo all'eccesso opposto. Quando sono stati pubblicati i video dell'incidente della torcia? Sull'Independent e sul Giornale, ma anche su Repubblica, il Corriere e tante testate internazionali? Quattro giorni dopo i fatti. Il tempo di riprenderli da qualche social africano.

Il giorno della cerimonia, e quindi il giorno della torcia e del quasi-incendio della first lady, in Europa non se n'era saputo nulla. Non sarà perché le agenzie anglosassoni l'hanno in qualche modo censurato?

In effetti, il 7 aprile era stato diffuso sui circuiti internazionali un video della cerimonia che includeva le parti iniziali, ma che poi era stato modificato con un effetto zoom digitale (si nota dalle immagini molto più pixelizzate) che di fatto cancella Juncker dall'immagine.

Ecco la sequenza che è stata inviata in forma identica dalle agenzie video internazionali il giorno della cerimonia:

Risultato, la classica toppa che è peggio del buco. Perché così i più sospettosi riterranno avvalorati i loro sospetti: se le agenzie internazionali "censurano" (o accettano che un video sia censurato), sarà mica che è davvero ubriaco? Perché altrimenti dovrebbero nascondere con tanta solerzia l'incidente?

In realtà il 7 aprile eravamo in pieno dibattito sulla Brexit, il momento era particolarmente delicato e si sapeva che quel video avrebbe potuto scatenare le solite illazioni sulla presunta ubriachezza. Alla fine, il video ha iniziato a girare dopo la fine del Consiglio straordinario dell'Ue, e non sarà per caso. Tempo guadagnato, conseguenze ormai limitate. E poco importa che Juncker beva o, più semplicemente, abbia problemi di deambulazione. Ne esce comunque bruciato.