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Venezuela terzo blackout, ospedali chiusi

Venezuela terzo blackout, ospedali chiusi
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REUTERS/Carlos Garcia Rawlins
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Un terzo blackout generale mette in ginocchio il Venezuela: al buio Caracas e almeno altre 10 regioni.

È il terzo blackout totale ma in realtà dall'inizio di questa settimana, quando un secondo ha spento le luci del Paese per 4 giorni, la situazione non si è mai normalizzata.

Il presidente della federazione medica attacca il presidente Nicolas Maduro e parla di "olocausto", di medici che assistono impotenti a lunghe agonie mentre i pazienti muoiono perché i generatori negli ospedali non funzionano. Tanti neonati ricoverati periscono per mancanza d'ossigeno. In tutto il Paese sono attivi sono 9 ospedali su 301, 300mila sono le persone in emergenza sanitaria.

Senza elettricità, poi, si complica anche il rifornimento d'acqua in un Paese già stremato dall'assenza di cibo, medicine e ogni bene di prima necessità.

Per l'antagonista di Maduro, Juan Guaidó i blackout sono solo frutto dell'inefficienza del governo mentre l'ambasciatore del Venezuela alle Nazioni Unite ha denunciato che sono attacchi terroristici, praticamente un boicottaggio contro il presidente Maduro che appare sempre più asserragliato.

Il governo del Venezuela ha respinto la "dichiarazione interventista" del Gruppo internazionale di Contatto dell'Unione europea che riunito a Quito ha "disapprovato" il funzionamento delle istituzioni venezuelane.

Oggi sono previste manifestazioni opposte dei sostenitori di Nicolas Maduro e di Juan Guaidó il presidente della camera e già presidente autoproclamato del Paese che da due giorni è stato interdetto da ogni incarico politico per 15 anni e rischia l'arresto da un momento all'altro.