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Saccheggi, code, crisi alimentare e sanitaria: le foto del blackout in Venezuela

Saccheggi, code, crisi alimentare e sanitaria: le foto del blackout in Venezuela
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Un supermercato all'oscuro durante il blackout a Caracas - REUTERS/ Carlos Garcia Rawlins
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I venezuelani stanno gradualmente tornando alla normalità apparente dopo il più lungo blackout nella storia del paese. Dal pomeriggio di giovedì 7 marzo, gli abitanti di Caracas sono rimasti senza elettricità. Una situazione non dissimile a quanto verificatosi in altre parti del Venezuela, giorni prima.

Alle prime ore dell'alba di lunedì 11 marzo, solo 7 stati su 23 hanno recuperato piena funzionalità elettrica, ha riferito Aixa González, presidente del Comité de Afectados por los Apagones (Comitato delle persone colpite da blackout), durante un programma radiofonico registrato a Caracas.

"Tutto è parziale, il sistema rimane instabile. Nessuno stato ha un servizio elettrico al 100%", ha detto Gonzalez.

Da parte sua, il viceministro venezuelano delle comunicazioni William Castillo ha assicurato che nel Paese c'è "calma" e che la "situazione è normale". Lo ha fatto in un incontro con la stampa all'ambasciata venezuelana di Madrid: qui ha insistito sul fatto che il blackout fosse stato causato da "un attacco di natura terroristica".

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Durante il blackout, i venezuelani hanno vissuto momenti critici, soprattutto negli ospedali, dove l'interruzione di corrente ha causato almeno 21 morti, neonati inclusi.

La mancanza d'acqua, i saccheggi, gli alimenti andati a male sono alcuni degli ostacoli da girone dantesco che i venezuelani hanno dovuto affrontare, uniti ad una endemica disinformazione e all'insicurezza causata dal buio per le strade. Tutto questo si inserisce nel quadro di una crisi umanitaria ed economica che affligge il Paese ormai da alcuni anni.

"Non c'è manutenzione o capacità tecnica per affrontare il problema", ha affermato Héctor Navarro, ex ministro dell'elettricità venezuelano, nel corso della stessa trasmissione radiofonica. Aixa González concorda sul fatto che "non ci sono stati sabotaggi né attacchi informatici. Stiamo vivendo le conseguenze di mancanza di manutenzione alle infrastrutture elettriche".

Non si tratta della prima volta che avvengono guasti alla linea elettrica, e i venezuelani sono ormai "abituati" a lunghe giornate senza luce. Nel 2008, durante la celebrazione di un comitato centrale di pianificazione e del settore elettrico, nel palazzo presidenziale di Miraflores, Hugo Chávez promise che entro il 2011 il Venezuela "avrebbe avuto il miglior sistema elettrico del continente".