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Brexit: May apre a un rinvio del termine ultimo

Brexit: May apre a un rinvio del termine ultimo
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Slitta il termine ultimo della Brexit?

Theresa May apre formalmente all' ipotesi d'un rinvio "breve e limitato" della Brexit rispetto alla data prevista del 29 marzo.

Nel suo discorso alla Camera dei Comuni la premier britannica ha confermato le indiscrezioni che erano trapelate dopo il vertice di governo di questa mattina.

La May ha annunciato per il 12 marzo un secondo 'meaningful vote' sulla Brexit; se il Parlamento britannico boccerà ancora una volta l'accordo, il governo presenterà una mozione in base alla quale la Camera dei Comuni sarà chiamata ad esprimersi entro le 24 ore successive sulla possibilità di un'uscita senza accordo; se anche il 'no deal' fosse bocciato, il governo metterà sul tavolo la possibilità di spostare oltre il 29 marzo la data ultima per il divorzio finale.

In caso di sì la May tornerebbe a Bruxelles per trattare con la Ue il rinvio dell'entrata in vigore della Brexit, prevista per il 29 marzo. La premier ha ribadito di essere contraria a questa opzione ma se così dovesse essere chiede che non si vada oltre giugno.

Nel suo statement alla Camera dei Comuni, May ha inoltre illustrato i "buoni progressi" fatti negli

ultimi giorni con l'Ue. La premier britannica ha detto di aver discusso a Sharm El-Sheik con Jean-Claude Juncker e Donald Tusk del fatto che la contestata clausola vincolante di salvaguardia del

confine aperto in Irlanda, il cosiddetto backstop, "non puòdurare indefinitamente".

Le discussioni proseguono, anche su possibili "soluzioni alternative" al backstop, ha insistito May, facendo riferimento anche agli incontri previsti in settimana a Bruxelles fra suoi ministri e il negoziatore Ue Michel Barnier.

Faremo il punto finale "sui progressi" prima del prossimo "voto significativo" del Parlamento confermato per il 12 marzo, ha aggiunto, impegnandosi a "lavorare duro" per portare a casa ciò che "questa Camera chiede per poter approvare un accordo, come noi sappiamo e l'Ue lo sa". May ha infine promesso di mettere ai votil ' impegno a garantire dopo la Brexit la tutela dei diritti dei lavoratori ai livelli attuali.

Ipotesi scenario 'no deal'

La premier ha quindi confermato che il governo metterà a disposizione del Parlamento e dell'opinione pubblica tutti i rapporti sull'ipotetico scenario di un no deal preparati nei mesi scorsi per conto l'esecutivo. Un atto che May è stata costretta a ordinare, dopo l'approvazione due settimane fa di un emendamento ad hoc promosso alla Camera dei Comuni da una maggioranza trasversale formata da ribelli Tory pro Remain e dai partiti di opposizione.

Il leader dell'opposizione Jeremy Corbyn ha contestato in aula la linea di Theresa May confermando a sua svolta l'opzione di un referendum bis .