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Corruzione percepita: Danimarca prima, Somalia ultima. Italia 52esima

Corruzione percepita: Danimarca prima, Somalia ultima. Italia 52esima
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La lotta alla corruzione nel mondo non fa grandi passi avanti. Lo dice il rapporto annuale di Tranparency International che misura la percezione che addetti ai lavori e uomini d'affari hanno del livelo di corruzione del settore pubblico di un Paese. 180 stati censiti in una scala da 0, che corrisponde al massimo livello di corruzione, fino a 100. Il colpo d'occhio è evidente: oltre due terzi dei Paesi analizzati sono sotto quota 50, mentre la media matematica indica un punteggio di soli 43 punti. I migliori sono Danimarca, Nuova Zelanda, Singapore, Svezia e Svizzera. Somalia, Siria, Sud Sudan e Yemen in fondo alla classifica.

Per Carl Dolan, direttore di Transparency International Europa: "Speriamo di vedere in Europa una convergenza sui valori europei e sulle norme democratiche, cioè in sostanza, sull'intero progetto dell'UE. È un'unione di valori, e invece alcuni Paesi sembrano andare indietro . Ad esempio, in Ungheria aumentano i casi di repressione della società civile; sempre in Ungheria, e in Polonia, assistiamo a una limitazione dell'indipendenza della magistratura. Anche a Malta e in Romania, attuale presidente di turno dell'Unione, la situazione non è migliore".

C'è anche chi qualche passo in avanti lo ha fatto: Estonia, Costa d'Avorio e Senegal, ad esempio, mentre restano sotto osservazione gli Stati Uniti di Trump e il Brasile di Bolsonaro.

Non stupisce l'ultimo posto assegnato a Somalia e Siria, ma l'Italia? In leggero miglioramento, dalla posizione 50 alla 52, anche grazie alla nascita dell'Autorità Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, ma c'è poco da stare allegri se l'Italia resta a fianco di Paesi come l'Oman e fa peggio del Rwanda.