Come funziona lo strano meccanismo di voto del Parlamento britannico

Come funziona lo strano meccanismo di voto del Parlamento britannico
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Reuters/Archivio
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Il 29 gennaio il Parlamento britannico torna a votare su alcune mozioni relative alla Brexit. Se dovessero essere accolte, si potrebbe arrivare ad una proroga della data limite per la discussione sul divorzio dall’Unione Europea, fissata il 29 marzo.

Guardando le recenti dirette dalla House of Commons, vi sarete probabilmente chiesti: "Ma che razza di strambo meccanismo di voto hanno nel Regno Unito? Perché quel signore strilla tanto? Come mai da un lato e dall'altro si urla AYE e NOE? Cosa succede quando tutti escono dall'aula?

In questo video ⬆️ trovate la risposta a tutte queste domande così da arrivare preparati per i prossimi, cruciali voti sul futuro della Gran Bretagna nell'Unione Europea.

La Camera dei Comuni e quella dei Lord rispettano un cerimoniale ultracentenario.

Nel ramo elettivo del Parlamento centrale è la figura del Presidente della Camera, lo Speaker, che fa da "arbitro" del dibattito, mantiene l'ordine in sala e dà la parola ai vari parlamentari. Ogni deputato segnala che intende prendere parola alzandosi dal suo posto oppure attraverso richiesta scritta da consegnarsi prima dell'inizio dei lavori. Lo Speaker è super partes, politicamente neutrale, ed eletto dai suoi colleghi. Il primo a ricoprire questo ruolo fu Sir Thomas Hungerford nel 1377. A quei tempi il mestiere poteva essere alquanto pericoloso: toccando a loro l'onere di riferire le cattive notizie al sovrano, non era raro che il re andasse su tutte le furie e decidesse di mandarli al patibolo. Furono 7 gli Speaker decapitati dal 1394 al 1535.

Al giorno d'oggi uno speaker può dormire sonni più o meno tranquilli - tranne, forse, in caso di incertezza sulla Brexit.

Dal 2009 è John Bercow, che ha dovuto sospendere l'attività politica con i Conservatori con i quali era stato eletto. Quando bisogna mettere ai voti una questione, Bercow espone ad alta voce il provvedimento, chiede ai parlamentari di urlare AYE o NOE (sì/no) per manifestare la propria volontà e, qualora non sia in grado di stabilire una chiara maggioranza, manda tutti nell'atrio per votare al grido: DIVISION!

I parlamentari a questo punto escono e si dirigono verso il "corridoio" dei sì o quello dei no, dove vengono contati dai cosiddetti "tellers", quattro colleghi che non possono votare ma hanno il solo compito di accertare le decisioni della Camera.

Quando tutti sono rientrati in aula, i "tellers" annunciano l'esito della votazione e lo Speaker ripete ad alta voce quale delle due parti ha prevalso, tra le grida di giubilo o disappunto di una o dell'altra ala del Parlamento.

Finita la procedura di voto, i commessi della Camera ricevono dallo Speaker l'ordine di riaprire le porte chiuse a chiave: UNLOCK!