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Lo "spione" Bielsa promette: "Non spieremo più"

Lo "spione" Bielsa promette: "Non spieremo più"
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Action Images/Paul Childs
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LEEDS (INGHILTERRA) - Marcelo Bielsa, detto "El Loco", protagonista in Inghilterra di una spy-story calcistica in piena regola.

L'allenatore argentino, 63 anni, attualmente al Leeds, capolista della Championship, la serie B inglese, si difende dalle accuse di spionaggio lanciate dal suo collega del Derby County, il famoso ex calciatore Frank Lampard, alla prima esperienza da manager, dopo la scoperta di un collaboratore di Bielsa nascosto per riprendere un allenamento a porte chiuse degli avversari, con tanto di bincolo e telecamera camuffata.

Su segnalazione da parte dello staff del Derby County, è intervenuto addirittura la Polizia a fermare il "sospettato".

"Lo facevano sempre, non lo faremo più"

"Voglio spiegarvi come funziona il cervello di un allenatore...Posso solo dire", dichiara Bielsa in conferenza stampa, "che, con il nostro staff e i nostri giocatori, noi osserviamo sempre i rivali prima di affrontarli, e guardiamo sempre le loro sessioni d'allenamento. Non è illegale. Ma se crea problemi, non lo faremo più. Vedremo".

Tra le sue dichiarazioni, anche una sul suo comportamento, giudicato da molti, "non etico e non morale".

La English Football League (EFL), intanto, in seguito alla denuncia del Derby County (che ha perso 2-0 la partita della scorsa settimana contro il Leeds) ha aperto un'inchiesta sui metodi da 007 dello staff di Bielsa.

Marcelo Bielsa spiega i suoi metodi di "studio" degli avversari.

Le folle del "Loco"

Del resto, "El Loco" non ha ottenuto questo soprannome per caso. La fama di "pazzo" se l'era già fatta in Argentina, con i suoi famosi allenamenti da 35 minuti, non uno di più e non uno di meno, "ma più intensi di un allenamento di due ore", come ebbe a dire un suo allivo, Hernan Crespo.
A Rosario, sua città natale, dove ha giocato e allenato il Newell's Old Boys, è una leggenda: gli hanno addirittura intitolato lo stadio!

Accompagnato da più leggenda che trionfi (dell'oro olimpico 2004 non parla granchè, preferisce concentrarsi sul fallimento al Mondiale 2002), Bielsa arrivò in Europa, al piccolo ma glorioso Athletic Bilbao, portato ad una finale di Europa League.

REUTERS/Enrique Marcarian
29 maggio 2002: Marcelo Bielsa ct dell'Argentina, con Hernan Crespo, prima dei Mondiali 2002.REUTERS/Enrique Marcarian

Poi, la Francia. Trequarti di splendido campionato a Marsiglia, quella volta che si siede a bordo campo e finisce sul caffè bollente lasciato da un assistente (scenetta esilarante!), le sue serate trascorse ad indottrinare i giornalisti, il crollo in primavera e il secondo posto finale. Poi, l'anno dopo, si dimette dopo la prima giornata.

Doveva andare alla Lazio. Il contratto era stato firmato a Buenos Aires, ma la notte gli portò consiglio (buono o cattivo?) e alla mattina stracciò il contratto. A Lotito non restò che promuovere un tale Inzaghi Simone...

Infine, il Leeds United, una gloriosa piazza del calcio inglese, una nobile molto decaduta.
Mastica poco inglese, "El Loco", fa sistemare una scrivania, una cucina e un letto nel suo ufficio, resta ore intere a firmare autografi, a fare foto e a chiacchierare con i tifosi, che l'adorano. Ancora di più se riuscirà a portare il Leeds in Premier League.

"El Loco" in panchina.

Quella volta che Nitti...

Tanto clamore, oltre Manica, ma un caso simile accadde anche in Italia, nel 2013, ai tempi di Walter Mazzarri allenatore del Napoli: il suo "agente segreto" Claudio Nitti, fu allora scoperto a spiare il Genoa. Si era travestito da pensionato...